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Angeli e demoni. Un discutibile trionfo
Da settimane in testa alle vendite, il bestseller di Dan Brown costituisce un discutibile esempio di para­letteratura scaltramente commerciale. Scopriamone assieme i motivi.
Di Alessandro Negrini (pubblicato il 13/04/2005)
Questo pezzo è stato letto 1006 volte
Premessa. La mia intende essere, al contempo, una recensione ed una critica al discusso "Angeli e Demoni" di Brown. Dato che la disamina dei contenuti del libro non può prescindere dagli elementi salienti della sua trama, si sconsiglia la lettura di questo articolo a quanti non desiderino alcuna anti­cipazione al riguardo.
Detto ciò, possiamo proseguire e passare a scoprire il contenuto di quello che risulta figurare tra i bestseller di maggior successo della stagione, con un primato guadagnato in virtù d'una scaltrissima pro­mozione commerciale per un plateale esempio di ancor più com­merciale paraletteratura.

Cronologicamente, la vicenda di "Angeli e Demoni" precede la storia narrata nel primo trionfo editoriale di Brown, il citatissimo "Codice da Vinci"; sin dalle prime pagine, tuttavia, s'intuisce che il registro lin­guistico e, più in generale, lo stile della vicenda si pongono ad un livello inferiore rispetto all'opera precedente.

Ritroviamo il medesimo protagonista, il professor Langdon, delineato con poche e frettolose pennellate, cedendo alla tentazione d'inne­scare il prima possibile la sequenza di eventi avventurosi che lo con­durranno in Italia; ritroviamo la struttura narrativa suddivisa in capi­toli brevissimi, che frammentano la vicenda al fine di simu­lare un'azione incalzante.

Ritroviamo persino i prototipi dell'eroina femminile, inevitabilmente bella, giovane e tormentata dalla perdita di una figura paterna, assie­me all'assassino implacabile, minaccioso e fanatico che agisce per conto d'un mandante insospettabile.
  Angeli e demoni
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«Angeli e demoni»
Repertorio di Koiné (2005)
Se prima abbiamo letto di un'avvenente poliziotta e crittologa francese, ora si tratta d'una giovane biologa italiana, se prima fingevamo di spaventarci dinnanzi al cupo albino Silas, ora è la setta degli Assassini ad aver partorito il muslim sadico e terrorista assoldato dal folle Ventresca.

Con un approccio tipico della classica produzione d'evasione consolatoria, Brown fa del proprio meglio per proporre una storia nuova, usando tutti e soli elementi già visti, già letti, già conosciuti al pubblico e, per questo, confortanti. Lo stupore si concentra in poche, colorite parentesi simulatamente erudite ed in lunghi passaggi dai tratti moderatamente cruenti, quanto basta a suscitare un deliziato brivido di terrore; a completare il quadro, ecco una ricca veste impreziosita da una copertina accattivante, oltre che dallo studio grafico d'una collezione d'ambigrammi attribuiti alla setta degli Illuminati.
  Un esempio di ambigramma
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Un esempio di ambigramma
Repertorio di Koiné (2005)
Distanze e tempi vengono condensati in virtù di goffi espedienti narra­tivi, come il pretestuoso ingresso in scena del Boeing X-33, che con­sentono di concentrare l'attenzione del lettore su pochi scenari al fine di ridurre le esigenze di ricerca e coerenza che un romanzo più articolato avrebbe indubbiamente presentato in fase di stesura.

Il resto ? Sapiente oleografia, che porta Brown a presentare il CERN di Gineva, cinquantenaria e serissima organizzazione scientifica interna­zionale, come una sorta di misconosciuto campus guidato da un fana­tico neoilluminista, o di dipingere la Città Eterna con una pedanteria da guida turistica illustrata.

Se un'opera di fantasia, com'é ovvio, non è tenuta al rigore scientifico e si può permettere qualche licenza per esigenze di trama, è pur vero che la qualità di questa stessa creazione si misura in base alla sua capacità di non violare il delicato equilibrio su cui si fonda il patto di so­spensione dell'incredulità tacitamente stretto coi lettori.

In assenza di questo equilibrio tra invenzione e ricerca, ecco che si sfocia in una dimensione incerta, capace di soddisfare unicamente i fruitori meno esigenti, spingendo alla critica tutti gli altri. Questo è il ca­so di "Angeli e Demoni", sfacciatamente partorito per cavalcare la tigre editoriale.
E, a fronte d'una simile provocazione intellettuale, pare naturale concentrarsi proprio sui particolari, sugli elementi che Brown utilizza per distrarre l'attenzione e colpire l'immaginazione, scovando le crepe nel suo lavoro, le manchevolezze nella sua preparazione in qualità di storico e, più in generale, di narratore.

È il caso delle fantasiose ipotesi sulle origini dei simboli massonici presenti sui biglietti da un dollaro; come molti sanno, sia la piramide tronca che gli altri elementi di tradizione esoterica esistono realmente o, quantomeno, esiste una ricca tradizione al riguardo che anche un recente film, "Il Mistero dei Templari", propone in una chiave diversa e, forse, più riuscita. Nondimeno, Brown si limita a copiare in modo didascalico la sintesi di un saggio sensazionalistico intitolato "Warning" e scritto dal neozelandese Barry R. Smith nel 1980.

Altrettanto impreciso, ma forse imputabile ad un errore di traduzione nella versione italiana, il duplice riferimento ad un "videogioco" prodotto dalla Steve Jackson e dedicato agli antagonisti di Langdon, i perfidi Illuminati; il gioco, effettivamente, esiste ma è un pezzo d'annata nella storia dei giochi di ruolo: "Illuminati - The Game of Cospiracy".

Proseguendo nella lettura, la Roma di Brown non si rivela certo descritta in maniera più efficace, filtrata nell'ottica del turista americano diviso fra il fascino superficiale per l'antichità ed una sorta di bonaria condiscendenza per gli "stravaganti" costumi mediterranei che si sovrappongono ai più sgradevoli luoghi comuni sul nostro paese; gli italiani, si sa, sono tutti brava gente, un pò pigra, con la tendenza a "son­necchiare in pubblico", ma sinceramente devota. Le autorità ? Assenti, al punto da ignorare l'ucci­sione di quattro Principi della Chiesa in altrettante località storiche cittadine nell'arco d'una intera notte.

Anche le abitudini igieniche nostrane lasciano a desiderare, come non si manca di rimarcare in un malevolo accenno alle "viuzze di Roma" che puzzano d'urina "per via della mancanza di bagni pubblici", a riprova che l'autore non sa che una moderata umidità di poco superiore al 70% porta l'ammoniaca presente nell'aria a concentrarsi, dando quel caratteristico odore sgradevole che, sulle prime, si associa al puzzo d'urina, ma che, di solito, è originato da esalazioni d'altro genere, tipiche di vecchi edifici.

Non meno raffazzonata, al limite del comico, è la descrizione del corpo delle Guardie Svizzere che fungeranno da comprimari di Langdon nella caccia all'ordigno celato entro i confini del Vaticano; pre­sentati come ostinatamente ottusi e palesemente incapaci di fronteggiare lo scaltro assassino manipolato dal Camerlengo, sfoggiano la tenuta di gala che Brown definisce come il frutto di un estroso disegno di Michelangelo, ignorando che l'attuale divisa delle Guardie si deve al gusto del loro comandante Jules Repond.

D'approssimazione in approssimazione, il romanzo si trascina verso la fine delle sue oltre cinquecento pagine, con un'ultima salva di colpi di scena ed un finalino destinato a mettere d'accordo scettici e religiosi, scenziati e fideisti, con la morte di tutti gli antagonisti e tanto di miracolo che consente a Langdon di gettarsi da una quota chilometrica, tuffarsi nel Tevere e cavarsela senza conseguenze (anche il suo prezioso orologio di Topolino è salvo, meno male) riportando la fede nel cuore d'un medico scettico.

Del resto, si sa che il superuomo di massa non può morire... specie se le sue future avventure parigine, tra rarissime opere d'arte ed elaborati enigmi, sono già state date alle stampe, tradotte in quaranta lingue e vendute in decine di migliaia di copie.
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~   ♦   ~   Per approfondire   ~   ♦  ~
Il sito ufficiale del CERN di Ginevra, laboratorio di ricerca internazionale.
Il sito sponsorizzato dal CERN dedicato agli interrogativi suscitati da «Angeli e demoni».
Un sito dedicato agli ambigrammi e ad altre creazioni grafiche.
La sezione del catalogo on-line della Steve Jackson Games relativa al GdR di "Illuminati".
La storia della divisa della Guardia Svizzera (dal sito del Vaticano).
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