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Benvenuti nel mondo di Quentin
Una recensione dell'ultima fatica di mister Tarantino, osannata dai più, con la perplessità di al­cuni per la violenza e l'odio mostrati sul grande schermo.
Di Guglielma Vaccaro (pubblicato il 31/10/2005)
Questo pezzo è stato letto 331 volte
Per grandi, che però si sentono ancora un pò ragazzi. E si divertono davanti ai personaggi ed agli arti che saltano pieni di sangue finto che schizza in barba alle leggi della medicina e della gravità.
Benvenuti nel mondo di Mr. Tarantino, che con le sue ultime due fati­che (o lavoro diviso in due parti) ci regala divertimento, oltre a qual­che riflessione su quanto possa essere pericoloso spezzare il cuore a dei killer innamorati...

La nostra eroina, la Sposa, è talmente piena di rabbia che pur di ar­rivare a Bill, sopravvive a molte vicissitudini: ad una pallottola in testa che la manda in coma per quattro anni (almeno questo), a varie armi da taglio che le procurano qualche ferita qua e là, ad 88 dicesi 88 sgherri (più guardia del corpo personale) e perfino ad una fucilata che è causa di un seppellimento prematuro da cui però, è il caso di dirlo, si risolleva con scioltezza grazie agli insegnamenti del suo maestro Pai Mei, severo ma giusto (e primo) nel riconoscere la forza di volontà della sua pupilla (arriva persino ad insegnarle la mega mossa risolutiva nel finale).

Tutto questo è Kill Bill, un film fatto di altri film, ovvero imperniato di citazioni che vanno dal b-movie anni '70 italiano, americano, orien­tale, fino ai veri e propri omaggi di tipo "tecnico" e ideale al western con altarino a Sergio Leone, colonne sonore incluse; in più, nella resa dei conti con Oren I-Shi e il suo entourage ho notato un (... voluto ?) esplicito omaggio a "Scarface" di Brian De Palma (conoscendo come lavora Tarantino la risposta dovrebbe essere positiva.
  Kill Bill
~ ° ~ ° ~
«Kill Bill»
Repertorio di Koiné (© 2005)
Impossibile non rivedere nella piscina che si riempie di cadaveri e sangue le scene finali nel villone dello shakespiano Al Pacino / Tony Montana, il quale alla fine precipiterà anche lui da una balaustra come Gordon Liu / Jhonny Mu, il capo degli 88 Folli.

Tutto questo per dire che Kill Bill Vol. 1 e 2 ha (hanno ?) riscosso il mio plauso, perché:

1) il divertimento è assicurato, e la violenza è talmente eccessiva da divenire innocua in quanto ad im­pressionabilità (ebbene sì, sostengo questo anche per quanto riguarda la scena dell'occhio di Elle Drive / Daryl Hanna);

2) stuzzica la nostalgia di noi nati a metà degli anni '70 o giù di lì, con quei salti e le musiche che ricordano le avventure della Donna Bionica (sarà per questo che la Sposa è bionda con i capelli lunghi e scalati ?) e dell'Uomo da 6 milioni di dollari (ricordiamo anche che Beatrix ha una placca d'acciaio in testa in con­seguenza del ferimento iniziale).

E alla fine anche il colpo di scena: il buon Tarantino cosa ti fa ? Ti frega, perchà anche se Killer Bastardo, Bill dal volto segnato, che tanto ha visto (e tanto ha fatto) ci fa capire come sia possibile provare dei sentimenti, sempre e comunque (che bella coppia dovevano essere quando si amavano, lui e lei).

Ma questo alla fine, con calma: in mezzo la bionda e alta Sposa, alias Uma Thurman / Beatrix Kiddo, alias la Favorita di Bill, che fa fuori tutti gli ex colleghi di lavoro (grande la ieratica e imperturbabile Lucy Lyu / Oren) e chiunque tenti di fregarla.

Con la speranza che la vendetta finalmente attuata e la maternità appagata l'abbiano riconciliata con la vita, altrimenti, dico soprattutto ai maschietti, poveri noi...

PS. Il buon Quentin ci regala anche un ritrattino al vetriolo di una nostra nevrosi moderna: fa bene ad alterarsi la protagonista quando ricorda che la bella Juliette Dreyfus / Sophie, altra ex-collega di squadra, non si era separata dal suo cellulare e dai suoi allegri interlocutori neanche durante il pestaggio, in più in una chiesa... Eh si, siamo proprio diventati maleducati...
~ ° ~ ° ~
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