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Cultura in pillole
Una graffiante critica rivolta alla sempre più diffusa tendenza all'appiattimento culturale, privo di una reale volontà d'approfondimento.
Di Luca Fontana (pubblicato il 20/02/2007)
Questo pezzo è stato letto 209 volte
La storia della religione in novanta secondi. Vi racconto il medio oriente in due minuti e mezzo.

Che Internet sia un grandissimo mezzo di (dis)informazione credo sia cosa sulla quale possiamo ac­cordarci. Possiamo trovare di tutto, ad esclusione di quello che vorremmo veramente sapere. Dopo di­versi anni di frequentazione del mezzo, il pensiero che siano quasi dieci mi da una buona misura del tempo buttato e della senescenza galoppante, sono arrivato alla conclusione che Internet ha un'unica vera qualità. È veloce.

Non parlo della velocità della vostra connessione, è veloce anche se usate ancora il vostro modem a criceti. Non è libero, non è completo, non è facile, non è comprensibile. È solo veloce.

Chiunque abbia un minimo di dimestichezza, o un consolidato elenco di siti preferiti, può, nel giro di qualche click, passare dai quotidiani, alle previsioni del tempo, agli ultimi modelli di cellulare, ai ricettari, al gossip, alle mappe stradali, alle informazioni mediche più disparate. Perfino alle riviste indipendenti per individualisti incalliti, guarda un pò !!!

Tutto e il contrario di tutto insomma. Ma chi garantisce per tutte queste informazioni ? Il tutto molto spesso si riduce a una paginetta poco più corposa di quella di Wikipedia. Qualche immagine di repertorio e pedalare. Con due minuti di ricerca e un massimo di cinque di consultazione potremo andare in giro a pavoneggiarci come esperti di un qualsiasi argomento; siamo ottimisti e diamoci un tetto di dieci minuti se proprio siamo lenti a leggere. Il tutto senza essere costretti ad applicare uno straccio di senso critico. Lo schema del riassunto del bigino a nostra comoda disposizione.

Che c'é di male in questo ? Nulla a priori, ma il problema si pone nel momento in cui i novanta secondi di­ventano l'alfa e l'omega. Tutto quello che è necessario sapere è racchiuso lì dentro. Quanti saranno quelli che la pensano così ? Pochi ? Molti ? La maggior parte ? Fate il vostro gioco ma io punto sulla terza.

Nulla di nuovo sotto il sole; in fin dei conti, per quanti anni possa essere elevata la scuola dell'obbligo, non è possibile obbligare le persone a essere educate, figuriamoci istruite. La maggior parte sceglierà con estrema convinzione di restare ignorante come una capra. Molto più comodo, molto meno faticoso e mol­to meno doloroso.

La differenza sta nel fatto che, grazie ad Internet, ora tutti si sentiranno persone informate e dotate di vasta cultura, in attesa di un invito per il prossimo seminario di politica internazionale alla Sorbona. Un tempo anche per poter assimilare una monodose di cultura era comunque richiesto un certo impegno e, ancor più importante, la volontà di andare a cercarla questa dose.

Al punto che già che si era fatto lo sforzo di raggiungere una libreria poteva, quasi, forse, anzichennò... spuntare il desiderio di approfondire con qualcosa di più di della Storia a Fumetti di Enzo Biagi ! Ora basta il pigro ciondolare tra siti web nei momenti di profonda apatia. Una questione di numeri. Come spesso accade il male sta nella massa.

Da qui al futuro delle conversazioni in curva sud... o sui treni diretti a Vicenza...
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«Oh cioé raga, so tutto sulla storia del Medio Oriente ! Voi lo sapevate che sono stati gli Americani a di­struggere Gerusalemme nel '73 ? Che porci, eh...»
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«Mmm non è che hai fatto un pò di confusione ?»
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«Che cazzo dici ? Lo ho letto su Internet !»
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«Ah bhe, allora ...»
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