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''Quando qualcuno dice:
questo lo so fare
anch'io, vuol dire
che lo sa rifare
altrimenti lo avrebbe
già fatto prima''
- Bruno Munari
Sia reso noto che, in questo ventunesimo giorno di maggio, viene stilato e mostrato alle genti il primo Manifesto Ailuromalachista, perché sia letto, valutato, scrutato, giudicato, assolto e condannato. Perché sia compreso per sbaglio da alcuni, sfiorato con cautela dai più, così come si sfiora qualcosa di vivo, caldo, acuminato e bello, sicuramente pericoloso.
Useremo il Noi perché è un lusso che ci possiamo permettere e perché sappiamo, in verità, che il suo unico e corretto significato è Io. perché Noi siamo Io e Io e Io e Io. Molteplici e sfavillanti sfere d'acciaio scagliate attraverso il cielo, inconsapevoli di dove cadranno e di quanto inatteso danno provocheranno all'impatto.

E sia ben chiaro che noi diverremo fulmine e tempesta. E conser­veremo dei nostri illustri predecessori non tanto l'amore per la novità rombante, cromata, sbuffante e gracchiante, quanto la sfacciataggine, l'ebbrezza del volo, la spinta che induce alla caduta o alla corsa, in preda alla vertigine. Noi saremo audaci e critici, ma non annoiati pescatori di luoghi comuni.

Noi ci meraviglieremo e ci stupiremo e proveremo sgomento e paura. E saremo felici di questo, perché il nostro Organo dello Stupore crescerà di pari passo con la golosità nei confronti del nuovo, da prendere a grandi morsi e da coprire di baci appassionati, di carezze ardite per sedurlo e possederlo e venirne posseduti.
  L'Ailuromalachista
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L'Ailuromalachista
A.Negrini, 2009
Tecnica mista su carta
21x15 cm
Noi saremo affilati e scomodi e sinceramente spaventosi, spacciatori di dubbi trascinati di contrab­bando sull'asfalto rovente, proclamando la forza dell'individuo petto a petto con i sofismi e le funzionali teorie cosi' ben oliate che si adattano alle moltitudini organizzate e sottomesse.

Noi non saremo intellettuali. Noi non saremo filosofi. Noi ragioneremo senza cautela e senza remore perché ragionare è la nostra difesa naturale come il veleno per il serpente, perché, in definitiva, ragionare non è mai innocuo e nel Giardino dei Pensieri è assai raro trovare frutti privi di spine. E noi penseremo di frodo, guidati dalla certezza di non voler cadere nell'errore di far nostre le idee prese a nolo da altri, assieme ad opinioni dismesse e dettami in puro poliestere.
  La Tigre ad Orologeria
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La Tigre ad Orologeria
A.Negrini, 2009
Tecnica mista su carta
21x15 cm
Noi saremo coerenti e faremo cio' che la coerenza impone, ossia tutte quelle cose bellissime e fulgidamente crudeli che si convengono a quanti vogliano riconoscersi quando fissano lo specchio. Noi non ci biasimeremo, ma lasceremo che il biasimo altrui ci sferzi come pioggia d'inverno, perché saremo tenaci ed impervi agli occhi di quan­ti ci avversano.

E non ci vergogneremo dei nostri appetiti, dei pensieri suggeriti dalla carne e dagli occhi e dal cuore, dei desideri che riempiono di calore il volto e d'energia i lombi. Noi saremo i fautori della Teoria Morbida, che nasce lentamente ed ama il metallo caldo, guizzante sui suoi binari che si tuffano sprezzanti verso il futuro. E sarà soave come la Tigre ad Orologeria, con unghie d'acciaio e fermi cardini di dia­mante.

Noi avremo amanti scelte come si scelgono i compagni in battaglia, come si radunano le schiere prima dell'assalto, senza compromessi perché ci tengano dietro lungo il cammino senza perdere il passo.
E saremo lupi notturni, gabbiani di laguna, coppia d'astragali scagliati a rotolare sul selciato. E che si prendano cura di noi come si conviene o si perdano lungo il binario, rinuncino subito, rinuncino adesso, perché c'è tanto dolore da pagare ancora e molto sarà il nostro.

Noi v'insegneremo il Gran Gioco della Verità, con i suoi ricchi premi per i sopravvissuti, e la Parata degli Specchi e del Fumo, e tutte le altre meraviglie del Circo Elettrico, ma unicamente dopo che l'Orologio avrà scandito l'ora decima e tramutato in concretezza quanto è solamente sensazione malamente abbozzata.

Noi saremo esistiti. Ed avremo parlato, bevuto, cantato, goduto e scritto e sognato. Vi avremo fottuto e saremo stati fottuti. Ci avrete amati e vi avremo dispensato Fiori d'Innocenza da portare sulle nostre tombe, a giochi conclusi. E tutto cio' sarà stato come dev'essere, come si conviene agli uomini e alle donne che possiedono sangue nelle vene e brividi sotto la pelle.

A. Negrini (21 maggio 2005)
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