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''Tic, Tac, Tic,
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''L'Encyclopédie, livre puissant, quoi qu'on ait dit, qui fut bien plus qu'un livre: la conspiration victorieuse de l'esprit humain'' - Jules Michelet |
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La Rete rappresenta, ai miei occhi, uno dei media più affascinanti e poliedrici dell'ultimo
ventennio, se non dell'intero XX secolo; più della stessa televisione, possiede applicazioni
che assommano ed esaltano le ambizioni di creatività e comunicazione su scala mondiale
ad un costo relativamente contenuto, sia in termini economici che di preparazione individuale necessaria
a servirsene con profitto: profitto materiale, ma – soprattutto – intellettuale ed
emotivo.
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Lungi dalla passività contemplativa (ed un poco vouyeristica, ammettiamolo) associabile alla
vecchia cultura del tubo catodico – oggi al suo punto di svolta, col passaggio al digitale
terrestre – il World Wide Web si fonda su d'un concetto di ricerca attiva che prelude
ad una cernita, ad una consapevole selezione atta a discernere le fonti utili da quel
«rumore di fondo» che inquina la Rete stessa: una stratificata mole di dati falsi,
incongruenti oppure miseramente didascalici.
La Spirale del Sapere nasce proprio da questo spunto: dalla passione per la ricerca e dal desiderio
di foggiare uno strumento dal carattere ambiziosamente teso verso l'appassionata, meravigliata
contemplazione dello scibile nel suo vibrante fluire.
Beninteso, non una fonte inesauribile di risposte dogmatiche ed ormai canonizzate, come avviene
nelle opere enciclopedie di stampo classico, bensì una «bussola mediatica»
da tenere al fianco ed alla quale rivolgere l'occhio durante i propri viaggi conoscitivi.
Un qualcosa di vivo e mutevole, dunque, proprio come la curiosità di chi avrà la pazienza
di sfogliare le pagine virtuali di un progetto nato, innanzitutto, come sintesi e fulcro delle diverse
sezioni tematiche del Dominio di Nabron, i cui contenuti sono ora radunati (e progressivamente
aggiornati) nel repertorio della Spirale.
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~ ° ~ ° ~ Il bibliotecario G. Arcimboldo (1566)
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A questo elenco di lemmi e riferimenti, foggiato come un dizionario, si affianca una collezione di
schede monografiche che intrecciano i vantaggi dell'ipertesto all'immediatezza comunicativa
di mappe mentali e schemi concettuali, in un lavoro di sintesi condotto a livello visivo, oltre che semantico.
Questo perché apprendere è ricordare. E ricordare significa portare a galla memorie ed impressioni, per intrecciarle
secondo figure nuove e utili alle proprie necessità cognitive del momento.
Diversamente da altri strumenti similari, la Spirale del Sapere non è un punto d'arrivo: è un punto di partenza.
Vuole costituire un ausilio maieutico fatto di nessi ed inferenze da impiegare per costruire il proprio
percorso conoscitivo in modo non gerarchico, ma paritario.
Non una pletora di univoci significati radunati in un'autorevole, quanto statica collezione, bensì una libera
creazione multireferenziale in un rapporto non mediato ed individuale con le fonti. Per chi non ambisce
a procedere in linea retta ne' in circolo, ma predilige per vocazione le dinamiche evoluzioni creative della Spirale,
così intimamente simile al Tao.
A. Negrini (21 aprile 2009)
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