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Alessandro Negrini
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Sito visitato da 8348 ospiti.
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''I can resist everything,
except temptation''
- Oscar Wilde
«Lady Windermere's Fan»
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Nonostante l'evoluzione dei gusti degli ultimi vent'anni, sono ancora
in tanti a considerare la birra come una bevanda «senza pretese», gradevole e
dissetante, ma priva d'un vero spessore. Come i membri del Circolo dei Sibariti ben sanno, tuttavia,
il mondo delle birre rivela un'interessante complessita' non lontana da quella
tipica dei vini pregiati, partendo dalle varieta' degli stili di produzione sino ad arrivare
alla scelta del giusto bicchiere in abbinamento alla miglior spillatura.
Questa sezione del nostro sito, pertanto, si propone di offrirvi una serie di spunti che possano
arricchire il panorama di chi s'avvicina per la prima volta alla degustazione delle buone birre
- senza appesantire la trattazione con eccessivi tecnicismi, ma pur sempre con una certa consapevolezza.
All'amatore piu' esperto, per contro, auguriamo di trovare qualche nuovo stimolo per la ricerca di
abbinamenti inconsueti e, di certo, piacevoli.
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Questo elenco contiene esattamente
158 voci recensite con
amorevole dedizione dagli esponenti del Circolo dei Sibariti nel corso dei loro
pellegrinaggi alcolici e delle frequenti degustazioni in compagnia.
Clikkando sui nomi evidenziati, si puo' consultare l'eventuale sito ufficiale di riferimento;
le note, talvolta, comprendono anche fotografie ed altro materiale interessante, sotto forma di link numerati.
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Abbazia (3)
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Le «birre d'abbazia» - dette anche «bières d’abbaye» o «abdijbier» - rappresentano una nicchia
assai interessante in un mondo gia' molto variegato; simili per certi versi alle trappiste - di cui si parla poco
oltre in questa medesima pagina - vengono prodotte da birrifici commerciali che hanno ottenuto la licenza
d'uso del nome di un'abbazia, esistente o esistita in passato; fra queste, figurano Leffe, Grimbergen, Tripel Karmeliet,
Maredsous, Watou, Saint-Feuillien, Floreffe e Val-Dieu. Nel complesso, quindi, si tratta di birre ad
alta fermentazione, dal colore solitamente carico e dal corpo robusto, pur con le debite eccezioni.
Possono essere servite in una gamma di coppe o bicchieri a colonna, ad una temperatura variabile fra
i 9 ed i 15 °C, in base alla varieta' specifica.
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| nome | note | Abbaye de Bonne Esperance

    | Il nome deriva dall'omonima, secolare abbazia di Estinnes, in Belgio; fondata nel 1130 e sopravvissuta a numerose vicissitudini - compresi gli eccessi della Rivoluzione - e' ora un monumento nazionale. Vi si produce una birra dalla struttura certo complessa, ma davvero eccellente; il corpo dorato dal minuto perlage, la schiuma candida e compatta, il profumo fruttato con appena una punta d'affumicato: queste sono le caratteristiche di un prodotto raffinato che prevede un'accorta rifermentazione in bottiglia. Il gusto deciso e la gradazione rispettabile - sugli 8% - rivelano, tuttavia, una natura amabile, che consente di goderne anche a tavola, magari insieme ad una generosa porzione di carne alla griglia. [1] | Leffe Blonde

    | Un corpo rotondo sui 6.6% ed un bel colore ambrato, un perlage minuto ed uno strato compatto di schiuma vellutata: questo, nel complesso, e' il biglietto da visita per una birra d'abbazia la cui tradizione risale al 1240 - data riportata nei primi registri che citano la produzione avviata presso l'Abbaye de Leffe, a Dinant nella provincia di Namur. Sorso dopo sorso, il gusto di malto realizza un crescendo mitigato dal profumo fruttato, che dona un'impressione persistente. Un'eccellente birra da meditazione, ma anche un felice accompagnamento per salumi affumicati, risotti alle erbe o torte salate. [1] | Leffe Brune

    | Servita nella classica coppa, questa birra dal colore scuro - appena ravvivato da un cupo riflesso color rubino - si offre al palato in una struttura complessa e rinfrescante, dal retrogusto persistente ed assai gradevole. Il carattere del malto tostato e torrefatto regala aromi di nocciola, cacao e frutta secca, senza asperita' alcoliche, ma costruendo un finale di gran durata che abbraccia i sensi, lasciando piacevolmente soddisfatti. [1] |
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Ale (23)
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Il generico termine «ale» - nato secoli or sono in Inghilterra
per distinguere la birra prodotta senza luppolo - sta oggi ad indicare una
vasta gamma di birre ad alta fermentazione dal colore solitamente scuro,
sovente fra l'ambrato ed il ramato, con un corpo robusto, gradazione
mediamente elevata ed una schiuma compatta, molto diffuse soprattutto
in Gran Bretagna e Belgio. Possono essere servite nella classica pinta,
in un bicchiere a colonna o in un boccale liscio britannico, ad una
temperatura variabile fra gli 8 (per le bitter) ed i 12 °C (per le strong),
in base alla varieta' specifica.
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| nome | note | Amber Shock

    | Il colore e' fortemente ambrato, il gusto pieno con un aroma velatamente amaro con note di caramello, agrumi e frutta secca; una birra di ottima scuola, con una preparazione complessa che prevede ben quattro settimane di maturazione in bottiglia ed un'attenta scelta degli ingredienti. Prodotta sin dal 1996, puo' accompagnare un piatto di carne dai sapori piuttosto decisi, cosi' come un fragrante dolce da forno. [1] | Artigian Ale

   | Eletta «birra dell'anno» nel corso della manifestazione Artebirra del 2005, questa signorina dai toni ramati e di scuola inglese si pone a meta' fra una strong ale - di cui conserva il corpo sui 6.2% - ed una bitter ale, col suo gusto fruttato e contraddistinto da una nota di malto tostato in chiusura, che la rende adatta anche ad accostarsi a dolci da forno o col cioccolato. [1] | Bourgogne des Flandres

    | Le sue origini risalgono agli inizi del secolo scorso, in quel di Bruges, ad opera della famiglia Van Houtryve. Il metodo di produzione e' quello tipico delle lambic, con grande cura nella scelta dell'acqua, del malto - torrefatto e quindi caramellato - nonche' del luppolo del Kent. Ne deriva una birra bruna e dalla schiuma densa, con un tipico profumo dovuto alla maturazione in botti di quercia. Eccellente coi dolci, specie se a base di cioccolato. [1] | Br'hant Crocco

   | In lucano, il termine «br'hant» ha il significato di «brigante» ed e', per l'appunto, al brigante Crocco - al secolo Carmine Donatelli di Rionero in Vulture, bandito e patriota delle Due Sicilie contro i piemontesi nel decennio a partire dal 1860 - che s'ispira questa doppio malto a dir poco prelibata. La ricetta, a base di malti lucani in miscela con malti tedeschi caramellati, origina un prodotto dal corpo nobile - sui 6.5% - e dal colore ricco con una luppolatura equilibrata, frutto della miscela di luppolo boemo Saaz con prodotti inglesi come l’East Kent Golding. | Bruton Lilith

   | Il nome di questa birra e' ispirato al termine greco «bruton» che, secondo la leggenda, starebbe ad indicare la bevanda a base di cereali offerta agli Dei nel corso di cerimonie in cui affascinanti (e discinte) sacerdotesse cavalcavano tori selvaggi - da cui la pittoresca immagine ripresa sui sottobicchieri. Per certo, questa delizia ambrata rivela da subito pungenti note agrumate e resinose tipiche del luppolo Cascade con cui viene preparata. Al palato, si rivelano sfumature di caramello e malto tostato, con un retrogusto assai persistente. Fantasiosa, appagante. [1] [2] | Bulldog Strong Ale

   | Una corposa strong ale scozzese da 6.3%, con schiuma densa, cremosa e persistente. Effervescenza contenuta e colore ambrato, con riflessi color arancio. Le sensazioni predominanti sono date dall'amarognolo del luppolo e dal profumo di malto ben tostato. Una birra di pregio, ma di facile reperibilita' anche in Italia, da accompagnare a carni saporite. Originariamente prodotta dalla Courage sin dal 1947, e' distribuita dalla Scottish & Newcastle dalla meta' degli anni '90. [1] [2] [3] [4] | Corsendonk Christmas Ale

    | La scuola birraria dell'abbazia di Corsendonk prende le mosse nel lontano 1398, per interrompersi nel 1784 ad opera dell'Imperatore Giuseppe II; la produzione verra' ripresa soltanto nel 1906 in virtu' degli sforzi di Antonius Keersmaekers. Questa leccornia natalizia - disponibile da novembre sino alla fine di febbraio - si riallaccia, appunto, ad una tradizione artigiana, col suo colore riccamente ramato dovuto alla maltatura speciale e con un aroma arricchito dal coriandolo. Il retrogusto secco e bilanciato, la piacevolezza misurata la rendono un'eccellente compagna anche per pietanze dal sapore ricco, come l'agnello arrosto. [1] [2] | De Koninck Tripel

   | Fondata ad Anversa nel 1833, la De Koninck Brouwerij ha saputo costruirsi un'eccellente reputazione nell'arco dei secoli, attraverso prodotti d'ottima qualita'. La sua Tripel nasce inizialmente come «Cuvee' De Koninck» in onore della nomina di Anversa a Capitale Europea della Cultura, nel 1993; divenuta, in seguito, «Tripel» ha conservato pero' la sua ricetta a base di luppolo boemo di Saaz che le regala un gusto bilanciato. Morbidamente ambrata, piacevolmente fruttata, si puo' servire insieme a pietanze di carne arrosto o in umido. | Duvel

    | Una birra diabolicamente piacevole - in olandese, «duvel» significa appunto «diavolo» - e ricca di sfumature, con un corpo di tutto rispetto - sui 8.5% - un colore magnificamente dorato dal perlage diffuso, gusto fruttato dal finale secco ed una spuma finissima, candida e persistente. Prodotta a Breendonk dalla Moortgat Brouwrji - che fu fondata da Jan Moortgat nel 1871 - questa strong ale nasce nel 1923 col nome originario di «Victory Ale», poi sostituito dall'attuale, indovinato nomignolo. La sua ricetta prevede l'impiego di luppolo Styrian Goldings e di lieviti scozzesi, impiegati anche per la rifermentazione in bottiglia. Nel complesso, una birra ammirevole da accompagnarsi a carni bianche con salse leggere e molluschi, ma anche pesce alla griglia e primi gustosi. [1] | Eta Psi Cuvee'

   | Ecco un prodotto belga di gran qualita', che non e' sempre facile trovare in Italia; si tratta di una birra doppio malto che rientra a buon diritto nella famiglia delle «extra strong» coi suoi 11% ottenuti per mezzo di rifermentazione in bottiglia. Il colore e' ambrato, il gusto pieno, caratterizzato da note speziate e da un retrogusto di «rovere» che affascina, sorso dopo sorso. Una bevanda eccellente, specie per chiudere piacevolmente una bella serata. [1] [2] | Fuller's Golden Pride

   | La londinese Fuller's fa risalire la propria fondazione al 1845, per merito di John Fuller, Henry Smith e John turner. Piu' propriamente definita una «strong ale», si tratta della sorella maggiore della London Pride, caratterizzata da un ricco colore ambrato e da un corpo robusto sugli 8.5%, con spuma compatta ed un retrogusto intensamente luppolato che ne fanno una birra particolarmente adatta a chiudere felicemente una serata di meditate degustazioni. Non a caso, si e' meritata il degno nomignolo di «cognac delle birre». [1] | Fuller's London Pride

   | Con la sua caratteristica etichetta rossa sormontata dal saggio grifone, si tratta di una fra le birre inglesi piu' note al mondo, importata in Italia da Peroni. Il carattere e' quello di una bitter ale sapientemente costruita su d'una forte base di malto, ma priva di asperita' alcoliche; il colore e' ambrato, il gusto ben equilibrato e fruttato, con una nota di luppolo che risulta assai piacevole al palato. [1] [2] [3] | Gilac Sophie

   | Collocata senza dubbio nella fascia alta della produzione artigianale, questa birra possiede una ricetta articolata e raffinata, frutto della mescolanza di piu' varieta' di luppolo, malto e spezie per ottenere un risultato d'eccellenza. Il colore e' d'un rosso carico, il profumo pieno con note fruttate, il gusto vellutato; l'ideale da accompagnare a ricche pietanze di carne, salumi o fragranti dolci da forno. | Gordon Finest Platinum

    | Vetro nero ed un bianco cardo smaltato sulla bottiglia panciuta: e' con questa sobria veste che si presenta una fra le perle della sua categoria. Il profumo e' avvolgente, il gusto vellutato con una lieve nota alcolica che, tuttavia, non aggredisce il palato. Il colore e' ambrato con un retrogusto caratteristico e persistente, all'altezza dei suoi 12%. Ideale per accompagnarsi al pesce come alla carne, purche' si tratti di sapori ben delineati. [1] | Hercules

   | Dedicata ad «Hercules Poirot» - il raffinato investigatore belga creato da Agatha Christie - si tratta di una strong belgian ale di purissima creazione artigianale realizzata da Victor Serri (Sibarita Anziano). La ricetta parte da una base di estratto di malto (Diamalt per panificatori, 6 kg) piu' grani (Biscuit ed Aromatic, 250 g di ambedue), con luppolo EK Goldings (50 g e 20 g), cumino e buccia d'arancia (ultimi 5 minuti di bollitura). Corpo generoso sugli 8.5%, d'un bel colore bruno (40 SRM) e dal retrogusto dolce-amaro (25 IBU circa) con note di caramello, ideale per un dopocena e da accompagnarsi con dolci invernali. Usate grande cautela nel versarla ! [1] | John Martin's Pale Ale

   | Originariamente, il termine «indian pale ale» stava ad indicare la produzione birraria destinata ai sudditi britannici stanziati, per l'appunto, nella lontana India; al fine di superare al meglio il viaggio, quindi, la produzione richiedeva una maggior luppolatura e gradazione. Gradevolmente ambrata, con un corpo sui 5.8% ed una schiuma persistente, ecco una belga che affonda le radici nella tradizione d'oltremanica - fu nel 1909, infatti, che John Martin lascio' l'Inghilterra per Anversa - rappresentando un'ottima birra da sorseggiare dopo cena, in buona compagnia. [1] | Lambrate

    | Tecnicamente definita una «doppio malto», si tratta di una birra ad alta fermentazione - sui 7% - dai caratteristici riflessi color arancio e con una schiuma vaporosa, poco persistente, ma profumata. Il nome deriva, oltre che dall'omonimo birrificio, dallo storico quartiere milanese di Lambrate. Il gusto luppolato, ma non aggressivo, si sposa bene con un corpo equilibrato che ne fa un'eccellente birra da meditazione, a fine serata. [1] | Mc Farland

   | Eccoci ad una rossa signora irlandese che - per la sua presenza e piacevolezza - figura sicuramente fra le predilette di molti intenditori. Si tratta certo di una birra dall'aroma penetrante, riccamente maltato, con un colore intenso dalle sfumature ambrate ed un gusto contrastato dal luppolo che costruisce gradualmente una sensazione d'amaro, senza aggredire il palato. Sui 5.6%, s'accompagna a carni rosse o gamberoni marinati nella birra stessa. Una nota curiosa riguarda i tre levrieri del marchio, dei «greyhounds» - che furono oggetto di predilezione e di affetto da parte della nobilta' irlandese sin dal XIII° secolo. [1] [2] [3] | Porpora

    | Il nome di questa birra deriva dalla milanese via Porpora, a sua volta dedicata al maestro di canto Nicola Antonio Porpora il quale, nel 18° secolo, fu maestro del celebre Farinelli. Il colore e' intensamente ambrato con riflessi rubino, il corpo bilanciatissimo con una gradazione sui 5.8% che, tuttavia, non presenta le punte alcoliche tipiche delle ale britanniche, ma accarezza morbidamente il palato con un retrogusto amabilmente caramellato. Incoronata da una spuma vaporosa, e' una delizia da bere fresca, magari insieme ad un piatto di carne brasata o a dei crostoni di polenta gialla. | Sant'Ambroeus

   | Dedicata al santo patrono di Milano - sant'Ambrogio, in dialetto «sant'Ambroeus» - questa birra si colloca fra le «ale» unicamente in quanto prodotta con lieviti ad alta fermentazione, ma e' pur vero che possiede tutte le caratteristiche di una chiara beverina e profumata. Il corpo e' equilibratissimo, sui 7%, con un profumo fruttato che conquista sin dal primo sorso. Si accompagna splendidamente alla carne di maiale, cosi' come ai dolci di frutta. [1] | SorA'laMA' Oooh !

    | Prodotta a Vaie, in quel della val di Susa, ecco una birra artigianale d'ottima scuola, non pastorizzata ne' filtrata; la Oooh ! e', di fatto, un vino d'orzo sugli 8% dal corpo equilibrato ed opalescente, con un profumo morbido e senza asperita'. [1] | SorA'laMA' Wow !

    | Seconda, degnissima figliola della val di Susa, questa rossa sui 5.8% a rifermentazione naturale in bottiglia possiede un gusto vagamente fruttato, morbido e privo d'asperita' alcoliche. Abbondanti i residui di lievito che si sposano col colore intenso, molto simile al mogano. La si trova ai Tre Galli di Torino, insieme all'intera gamma delle sue sorelle. | Terra Bionda

   | Colore rosso ambrato ed un intenso aroma maltato contraddistinguono questa strong bitter ale da 6.3% - non pastorizzata e di produzione artigianale sin dal 1999. Il gusto e' asciutto, con un retro amarognolo ed un corpo robusto, rendendola un'eccellente birra da meditazione per il dopo-cena. La si trova al Boh !? di Milano in via Stendhal. [1] |
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Bock (5)
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Il termine «bock» - che tradotto alla lettera significa «ariete» - raduna una
vasta famiglia di birre a bassa fermentazione il cui stile caratteristico
e' contraddistinto da un colore fra il dorato e l'ambrato, oltre che da
una gradazione robusta ed un aroma maltato. Originarie della Bassa Sassonia, ma diffuse in tutta
Europa, le bock - e le loro molteplici, squisite varianti - vengono principalmente
servite in un bicchiere a colonna, in un ampio calice a chiudere o anche
in un solido boccale di ceramica - il classico «krug» - ad una temperatura
fra gli 8 ed i 10 °C.
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| nome | note | Bibock

    | La riprova che anche un «caprone» puo' fare la sua degna figura a tavola, specie se servito insieme a salamelle grigliate e patate fritte. La Bibock possiede una sfumatura arancio opalescente ed una spuma vaporosa che protegge un aroma luppolato persistente; conservata in belle bottiglie da litro, ha un corpo di tutto rispetto - sui 6.2% - seppur estremamente ben bilanciato. [1] | Einbecker

   | Il nome di questa birra prende origini dalla cittadina di Einbeck - originariamente Ainpök - nella Bassa Sassonia, ben 600 anni fa. Prodotta dalla Einbecker Brauhaus, rappresenta la capostipite delle bock - o, secondo l'antica definizione - delle «urbock». Contraddistinta da un corpo robusto sui 6.5%, ha un gusto piacevolmente amarognolo ed un aroma persistente che le consentono d'accompagnarsi senza sfigurare anche a piatti assai saporiti o salati. [1] [2] | Eku 28

   | Sin dal primo assaggio, questa birra rivela il proprio carattere deciso, contraddistinto da un corpo alcolico sugli 11%, con un colore dai toni ambrati ed schiuma vellutata, ma poco persistente. L'assenza di perlage e l'intensita' del profumo la delineano come una bevanda «seria», da godere col giusto rispetto che merita. Fondata nel lontano 1872 a Kulmback, nei pressi di Norimberga, la Eku produce una numerosa gamma di prodotti, di cui la «28» e' senza dubbio il fiore all'occhiello. [1] [2] | Manerba Doppio Malto

   | Corpo generoso sui 7% ed un color ramato associato ad un profumo intenso, strutturato: questo e' il biglietto da visita per la doppelbock dell'Orso Nero, ricavata da una ricetta a base di malto parzialmente caramellato e raffinata attraverso una paziente preparazione artigianale. Priva di spiacevoli asperita' alcoliche, di gran struttura, e' davvero l'ideale per un aperitivo o per accompagnare qualche piatto elaborato. | Poretti Bock 1877

   | Distribuita da Carlsberg, questa bock presenta un bel colore ambrato con un perlage minuto, insieme ad una schiuma poco persistente e ad un profumo gradevole; il gusto e' contraddistinto da un duraturo aroma di malto che delizia a lungo il palato. Il nome di questa birra prende spunto dall'anno - il 1877, per l'appunto - in cui il cavalier Angelo Poretti fece ritorno dalla Cecoslovacchia e si dedico' alla produzione birraria. La si puo' senz'altro definire una bock dai toni «garbati» - sui 6.5% - ottima per aprire o chiudere una cena. [1] [2] [3] |
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Lager (70)
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Le «lager» - termine tedesco che vuol dire «magazzino», inteso
come luogo fresco in cui il prodotto veniva lasciato maturare - e' senza
dubbio la varieta' di birra piu' comunemente diffusa in commercio; questo
termine abbraccia una vastissima tipologia di birre a bassa fermentazione,
ricche di spuma, con un colore chiaro - tra il dorato ed il paglierino -
ed una gradazione moderata che le rende estremamente gradevoli oltre che
dissetanti. Vengono solitamente servite in un bicchiere a colonna o in un
calice a chiudere che ne esalta il perlage, ma anche in bicchieri piu'
comuni, ad una temperatura fra i 5 ed i 9 °C.
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| nome | note | Adelscott

   | Figlia di una ricca tradizione di birre aromatizzate che contraddistingue la produzione alsaziana di questi vent'anni, la Adelscott e' una birra di carattere, dal corpo sui 5.8% e dal gusto inconfondibile, ottenuto attraverso una doppia dose di malto essicato su fuoco di torba, proprio come accade nella preparazione dello whisky. Nata nel 1982, si e' poi saputa conquistare una propria nicchia, anche in virtu' d'una profumo particolare, con una dolce nota affumicata, ideale per un quieto dopocena meditativo. [1] [2] | Allgauer Helles

    | Stando alle cronache, l'attivita' della bavarese Allgauer Brauhaus prende le mosse nel lontano 1394 e prosegue sino ai giorni nostri nel rispetto di una secolare tradizione di qualita' tramandata attraverso la Stiftsbraurei voluta dal Principe di Kempten nel XVII° secolo ed il talento di Martin Leichtle, a partire dal 1823. A tutt'oggi, la Allgauer detiene una gamma estremamente ampia, di cui la sua helles e' una classica perla, piacevole e con un corpo leggero - sui 4.7% - dissetante e ben luppolato. Tale fu la fama di questo marchio che, negli anni '20, le sue birre venivano servite a bordo dello Zeppelin. [1] | Amaranta

   | Ecco una rossa a bassa fermentazione, dai magnifici riflessi ambrati e dal profumo fruttato, fresco; corposa al palato, pur senza stancare, rivela un'anima complessa ed ammirevole. Da tempo, l'Orso Verde di Busto Arsizio ha saputo distinguersi per la cura e la qualita' dei suoi prodotti, meritandosi svariati riconoscimenti a partire dal 2006 e gestendo intelligentemente la propria presenza nel corso degli eventi di settore. [1] | Asahi

   | Benche' la presentazione lasci pensare ad un soft-drink, questa birra dal colore dorato e dalla spuma sottile ha un gusto molto particolare - in giapponese viene usato il temine «karakuchi» - secco e leggero, pensato per legare ottimamente con le pietanze tipiche della tradizione giapponese - come il riso bollito, le verdure al vapore o anche il pesce crudo. Fondata nel 1889, l'allora «Osaka Beer Brewing Company» seppe intrecciare le proprie fortune all'articolato sviluppo economico del paese e, a tutt'oggi, rappresenta la prima azienda birraria giapponese con una forte presenza in tutto il Sol Levante. [1] | Augustiner Edelstoff

    | Schiuma candida, minutissima e compatta, unita ad un morbido profumo di luppolo: queste sono le prime due caratteristiche che spiccano in prima battuta, quando si familiarizza con questa nobildonna tedesca - «edelstoff» si traduce, appunto, come «materia nobile». Il colore limpido ed il corpo sui 5.6% ne fanno un'ottima rappresentante dell'ampia gamma di birre proposte dalla Augustiner Bräu, fondata a Monaco nel 1328 e fra i piu' antichi birrifici bavaresi di cui si abbia memoria. | Baffo d'Oro

    | La terza sorella di casa Moretti e' una premium lager dal colore intensamente dorato e dal profumo persistente dovuto ad un'ottima ricetta a base di malto d'orzo. Sui 4.8%, con un gusto amarognolo ed equilibrato, e' l'ideale con la pizza, con una ricca grigliata di carne o anche con un trancio di pesce spada ai ferri. [1] [2] | Bavaria

   | La tradizione di questa birra risale al 1719, allorche' la famiglia Swinkels decise di avviare la sua produzione birraria nel Brabante, a Lieshout. Colore dorato dai riflessi ambrati, una spuma vaporosa ed un gusto che, a tratti, suggerisce una sfumatura caramellata: questi sono gli aspetti peculiari di una bionda olandese dal corpo equilibrato - sui 5% - e dalla freschezza beverina che ne fanno un'ottima premium lager da poter accompagnare piacevolmente sia alle carni bianche che ad una buona pizza. [1] [2] | Bavaria 8.6

   | Talvolta confusa con la sua quasi omonima cugina, questa e' senz'altro una strong lager dalle caratteristiche particolari; creata a partire da una ricetta mista a base di buon frumento e malto d'orzo, possiede una spuma abbondante ed un inconfondibile retrogusto caramellato che, tuttavia, non stanca il palato. Curiosamente, benche' il nome derivasse - un tempo - dalla gradazione alcolica, ora ha un corpo piu' leggero - sui 7.9% - forse destinato ad accattivarsi una piu' ampia porzione di estimatori. [1] | Biere du Demon

    | Una meritoria strong lager in grado d'offrire un «plaisir diabolique» - la francese Du Demon si presenta come una bionda dal perlage diffuso e dalla spuma finissima. Soltanto al primo sorso svela il suo corpo alcolico e decisamente maltato da 12% che la eleva nella cerchia delle birre piu' forti al mondo. Il giullare della Gayant sul tappo, tuttavia, ci rassicura: il severo cipiglio sull'etichetta e' solo una posa e la Du Demon, ben lungi da ogni pretesa d'austerita', lega bene con le carni rosse e con altre pietanze dal sapore deciso (formaggi forti o anche frutti di mare gratinati). [1] [2] [3] [4] | Budejovicky Budvar

   | Questa piacevolissima bionda nasce nella cittadina boema di Ceske Budejovice - «Budweis» secondo la pronuncia tedesca - presso il Budejovicky Budvar Narodní Podnik, birrificio fondato nel 1895 - il quale, a sua volta, riprende una tradizione piu' antica, legata all'epoca di Re Otakar II (XIII° secolo). Per lunghi anni, questa birra fu al centro di una serrata questione legale con la Anheuser Busch - distributrice della Bud (vedi oltre) - per i diritti pubblicitari del marchio, portando a diverse varianti dell'etichetta nei diversi paesi europei e d'oltreoceano, in modo da rispettare i vincoli legali. L'aroma e' tenue, il corpo leggero sui 5%, il gusto luppolato e frizzante, adatto ad accompagnare piatti differenti, compresa una bella fetta di prosciutto affumicato. [1] [2] [3] | Budweiser

   | Il nome di questa birra e' strettamente legato alle sorti della famiglia Busch sin dal 19° secolo, ossia da quando inizio' la sua produzione presso la Bavarian Brewery di saint Louis, nel 1876. La «Bud» rappresenta, indubbiamente, una delle piu' classiche birre americane, con un gusto assai morbido, un corpo sui 5% ed una freschezza caratteristica che le permettono di accompagnarsi al pollo fritto, come alla carne grigliata. Ottenuta da una ricetta che comprende riso e luppolo di varieta' Saaz, subisce il cosiddetto «beechwood aging» - vale a dire, una maturazione su trucioli di faggio. In ultima analisi, e' una birra estremamente popolare che, fra le altre peculiarita', e' stata anche sponsor delle Olimpiadi di Torino 2006. [1] [2] [3] | Carlsberg

   | Fondata sulla collina di Velby nel novembre del 1847 da Jacob Christian Jacobsen, la Carlberg - alla lettera «la collina di Carl» dedicata al figlio dell'imprenditore - e' una premium lager che si e' saputa costruire un'ottima e solida reputazione; nel 1904, difatti, ottenne la licenza - elargita da Cristiano IX - d'includere la corona reale danese nel proprio marchio. Col suo colore paglierino, un corpo sui 5% ed un gusto pieno - con un amabile profumo di luppolo - rappresenta indubbiamente un eccellente esempio della produzione danese in fatto di birre di qualita'. [1] [2] [3] | Castello Bionda

   | La birra Castello e' un prodotto relativamente giovane - l'impianto di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, e' stato comprato alla Moretti solo nel 1997 - ma ha saputo darsi una buona impostazione di base che promette di garantire ottimi frutti, sia per la qualita' del prodotto in se', sia per l'ampliamento della gamma - gia' tesa ad offrire sapori nuovi. Nell'insieme, una premium lager equilibrata, con un corpo sui 5% ed una piacevole luppolatura che la rende adatta a sposarsi anche con un piatto di pesce alla grigia o con un antipasto caldo. [1] [2] | Ceres Old 9

   | Il colore dorato e la schiuma soffice non devono trarre in inganno: la Ceres Old 9 possiede il carattere di una strong lager e, in quanto tale, va trattata col rispetto dovuto ad una bevanda dal corpo austero - sui 9% - e dal profumo avvolgente. Sin dal primo sorso, l'aroma del malto domina su tutte le altre impressioni, pur senza tradire punte alcoliche. Una birra severa, ma estremamente godibile che non sfigura se paragonata ad alcune sue cugine scozzesi come la Slalom. [1] [2] | Ceres Red Erik

   | Dedicata al condottiero vichingo Erik il Rosso - cui viene attribuita la scoperta della Groenlandia nel 982 d.C. - questa birra si presenta come una strong lager dal colore intensamente ramato e dal gradevole profumo di cereali; al palato mescola note lievemente acidule ad un retrogusto garbatamente maltato, pur privo di asperita'. La spuma e' vaporosa, il corpo equilibrato: in sintesi, un'eccellente scelta per un dopocena. [1] [2] | Ceres Strong Ale Export

   | Il nome trae ispirazione da «Cerere», dea romana delle messi, ma la sua tradizione risale al 1856, nella cittadina di Arhus. Questa seria signorina danese appartiene a buon diritto alla categoria delle «strong lager» in virtu' del fatto che, nonostante un corpo di tutto rispetto - sui 7.7% - la produzione avviene comunque a bassa fermentazione. Il colore e' dorato con fine perlage, la schiuma poco persistente; piacevole sin dal primo sorso, sorprende con un retrogusto di frutta secca e di mela, in particolare. Un'ottima birra per chiudere la serata, si puo' sposare anche con crostate e dolci da forno. [1] [2] | Charles Wells Lager

   | La Charles Wells Family Brewery fa risalire le proprie origini al lontano 1876, in quel di Bedford; oggi, piu' di un secolo e mezzo dopo, il birrificio e' ancora nelle mani della medesima famiglia, ma l'azienda ha raggiunto le dimensioni d'un solido gruppo economico. Questa strong lager possiede tutti gli elementi di una birra di scuola inglese, con una punta alcolica ed un retrogusto maltato, piuttosto gradevole al palato. Ideale per un aperitivo o per un dopocena in compagnia. [1] | Cisk

   | Il termine «cisk» deriva dalla corruzione del vocabolo «cheques», ossia «assegno» - un'innovazione introdotta sull'isola di Malta sin dal 1840, ad opera del banchiere Giuseppe Scicluna, detto «Ic-Cisk». Fu soltanto nel 1928, tuttavia, che la banca fondata da Scicluna si trovo' a rilevare l'attivita' di uno dei suoi creditori e ad investire i propri capitali nella Malta Export Brewery - a sua volta unitasi alla Simonds Farsons nel 1948. Al netto di questi complessi intrecci storici, la Cisk rimane una lager leggera e dissetante, sui 4.2%, con un colore paglierino ed una freschezza che ben s'accompagna a piatti saporiti e contorni speziati. [1] | Cobra

   | Originariamente prodotta a partire dal 1989 a Bangalore - grazie all'intraprendenza di Karan Bilimoria - la Cobra e' ora diffusa anche nel Regno Unito. Si tratta di una lager sui 5% con una ricetta che unisce mais e riso al malto, creando un gusto estremamente morbido che s'accompagnia in modo eccellente alle pietanze speziate tipiche della cucina indiana. Una scoperta decisamente inattesa, ma di certo apprezzabile. [1] [2] [3] | Corona Extra

   | Birra messicana per antonomasia, prodotta dalla Cerveceria Modelo dalla fine degli anni '20 - e attualmente distribuita su licenza in Belgio - si distingue innanzitutto per il fatto di essere servita senza bicchiere, soltanto con una fettina di lime o limone infilata nella bocca della bottiglia. Il corpo leggero, la gradazione sui 4.6% ed il gusto morbidissimo la qualificano come una pale lager adatta ad un aperitivo o ad un dopocena poco impegnativo. [1] [2] [3] [4] | Desperados

   | Nonostante il nome e la bella bottiglia smaltata evochino un'atmosfera da «vecchio west», questa insolita lager aromatizzata e' un prodotto interamente francese. Servita solitamente con uno spicchio di lime, si tratta di una bionda limpida sui 5.9%, con un profumo persistente ed un gusto dissetante in cui la punta alcolica della tequila si mescola all'aroma del malto, legando perfettamente con pietanze piccanti e saporite. [1] | Dreher

   | La storia di questa birra e', ovviamente, collegata da vicino alle origini della famiglia Dreher - proprietaria dell'omonimo birrificio di Klein Schewechat, vicino Vienna, a partire dal 1796. Al centro di complesse vicende commerciali per oltre due secoli, con frequenti passaggi di proprieta' - al momento, il marchio viene gestito da Heineken e la produzione italiana e' localizzata a Milano - la Dreher si propone come una birra «classica» che riassume le qualita' di leggerezza e freschezza sovente associate all'idea di birra, con una schiuma densa ed un corpo sui 4.6%. [1] [2] | Faxe

   | Prodotta sin dal 1901 nella cittadina di Fakse - a sud di Copenaghen - questa birra, in passato, si fregiava del motto «fornitorice del popolo danese» quasi a ribadire la propria popolarita'; distribuita in grande formato, ossia nelle appaganti «lattone» da litro, e' senz'altro una bevanda gradevolissima, con un bel colore dorato ed una schiuma vellutata in grado d'accarezzare il palato in un felice esordio. Il corpo bilanciato sui 5% le permette di non sfigurare in abbinamento con pietanze ricche come un buon piatto di agnello con le patate. [1] | Feldschlösschen Original

   | Prodotta dalla Feldschlösschen Bibite SA - a sua volta facente capo alla Carlsberg - ecco una bionda chiara e rinfrescante, distribuita sia in bottiglia che alla spina. Il corpo leggero sui 4.8% ed un'equilibrata nota luppolata le permettono d'accompagnarsi in modo gradevole ad una gran varieta' di piatti e di stuzzichini, senza sfigurare persino in abbinamento con una ricca crostata di frutta. [1] | Fischer Tradition

   | Nonostante la sua eta' - la Brasserie Fischer fa risalire le proprie origini al 1821 - questa signora alsaziana sa abbracciarti morbidamente sin dal primo sorso. La schiuma e' vaporosa con merletti persistenti, l'aroma fruttato con una morbida traccia di luppolo ed un colore dorato. I suoi 6% le permettono di affiancarsi a pietanze gustose di tutto rispetto, come un arrosto d'arista di maiale o anche un antipasto piccante. [1] [2] [3] | Flensburger Gold

   | Originaria della citta' di Flensburg, sull'estremo confine settentrionale tedesco - ad un passo dalla Danimarca e sulle coste del Baltico - questa birra si distingue per diversi aspetti, non ultima l'eccezionale freschezza dovuta all'acqua proveniente dalle sorgenti scandinave; la tipica bottiglia col tappo a bascula - che si stappa con un «plop» caratteristico - richiama una tradizione birraria iniziata nel 1888 e proseguita sino ad oggi con discreto successo. Il colore e' dorato, il corpo sui 4.8%, con spuma vellutata ed un gusto eccellente. [1] | Fohrenburger

   | Fu nel lontano 1881 che Ferdinand Gassner, ormai stanco della qualita' incerta della birra destinata al suo ristorante, si risolse ad avviare una produzione in proprio che gli garantisse un prodotto d'eccellenza; a tutt'oggi, la Brauerei Fohrenburger rimane una tra le aziende di spicco per quel che riguarda la produzione birraria austriaca, all'insegna dell'unicorno rampante. Piacevole al palato e ben luppolata, questa birra si presenta come una lager di scuola classica, ideale con piatti semplici o con una buona pizza. [1] | Forst Premium

   | Il motto «birra allo stato puro» ben s'adatta ad una marca storica italiana com'e', per l'appunto, la Forst. Fondata nella conca del meranese intorno al 1857 - e, in seguito, venduta a Josef Fuchs nel 1863 - il birrificio di Merano ha saputo tener alta la propria tradizione, pur ampliando la propria gamma. La varieta' Premium - conosciuta sin dal XIX° secolo come «Forster Bayrisch» - e' una lager bionda e luppolata, gradevolmente amarognola e dal corpo bilanciato, assai piacevole e rinfrescante al palato. [1] [2] [3] | Foster's

   | Fu nel 1887 che i fratelli Foster - newyorkesi d'origine e birrai di professione - emigrarono in Australia, portando con se' i principi di produzione delle birre a bassa fermentazione. Gli anni sono passati e, oramai, la loro bionda figliola e' un'australiana a tutti gli effetti, effervescente e con un profumo fine, ma persistente che s'accompagna ai suoi 5%. La spuma abbondante ed il gusto rotondo, dissetante le permettono d'accompagnarsi anche a piatti poco «nobili» - e certo gustosi - come salamelle e costolette di maiale alla griglia. [1] [2] [3] [4] [5] | Gordon Finest Gold

    | Si tratta d'un prodotto relativamente giovane, lanciato sul mercato nel 1992 dalla Gordon - marchio a sua volta gestito dalla John Martin. Si tratta di una strong lager di buon corpo e gradazione - sui 10% - dal colore dorato; il perlage e' minuto, la schiuma morbida ed il profumo avvolgente. La piacevolissima struttura, che rammenta a tratti quella d'un whisky giovane, la rende ideale per il dopocena, magari per accompagnare un dolce particolarmente ricco. [1] [2] | Hofbräu Oktoberfestbier

   | La primissima Oktoberfest fu celebrata a Monaco nel 1810 in occasione del matrimonio fra il principe Ludwig I di Baviera e la principessa Teresa di Sachsen-Hildburghausen; da allora, la tradizione ha dato seguito ad una manifestazione popolare - «d' Wiesn» in bavarese - fra le piu' grandi al mondo, con grande profusione di birre di qualita' prodotte per l'occasione dai sei birrifici storici di Monaco - Paulaner, Spaten, HB, Hacker-Pschorr, Augustiner e Löwenbräu. Nei 42 ettari del Theresienwiese - il «campo di Teresa» - si radunano circa 6 milioni di visitatori, dediti alle celebrazioni ed al buon bere: non a caso, questa lager speciale, dal bel colore dorato e dalla spuma compatta, si presta magnificamente all'occasione. Sui 6.3% con una lieve punta alcolica, s'accompagna eccellentemente alle ricche pietanze della cucina bavarese. [1] [2] | Hofbräu Original

   | Fondata da Guglielmo V in quel di Monaco, la Staatliches Hofbräuhaus e' strettamente legata alla storia della Baviera e questa münchener lager ne e' sicuramente una degna figliola. Bionda e dal corpo garbato, e' una birra rinfrescante e piacevole coi suoi 5.1% ed un perlage diffuso che incanta lo sguardo. S'accompagna eccellentemente all'arrosto di maiale e ad altri piatti corposi. [1] [2] | Holsten Premium

   | Originaria di Amburgo, questa bionda figlia della «Libera Citta'» della lega anseatica si distingue per la morbidezza al palato, ideale per un aperitivo o come bevanda da tutto pasto con pietanze di carne bianca. Il suo nome si ispira al duca di Schelswig-Holstein, la regione a lungo combattuta fra tedeschi e danesi che, gia' nel Medioevo, si vide riconosciuto il diritto a produrre birra - un diritto divenuto tradizione, nei secoli successivi. [1] | King Fisher

   | Il colorato martin pescatore - «kingfisher» in inglese, per l'appunto - fa bella mostra di se' sull'etichetta di questa birra sui 4.8%, con un gusto morbido ed un colore paglierino che si unisce in modo eccellente ai sapori decisi della cucina indiana. Nata nel 1857, e' senz'altro una fra le birre indiane piu' diffuse al mondo. [1] [2] [3] | Kirin Ichiban

   | Questa birra prende il nome da una creatura fantastica - il «kirin», appunto - protagonista d'una leggenda popolare orientale e viene prodotta sin dal 1990 presso il piu' antico birrificio giapponese, fondato a Yokohama piu' d'un secolo fa, nel 1869. Si tratta di una premium lager sui 5%, dal gusto morbido e dal corpo decisamente leggero, pensata per accompagnarsi egregiamente col sushi, col sashimi e per temperare l'estrema irruenza dello wasabi. [1] | Kronenbourg 1664

   | Benche' le sue origini risalgano alla fondazione della Brasserie Kronenbourg da parte di Jerome Hatt nel 1664, questa bionda signora prodotta con ottimo luppolo alsaziano non risulta per nulla altezzosa e s'accompagna gradevolmente alle pietanze piu' varie, compresa una buona pizza. Il nome deriva da una variante di «Cronenbourg», uno dei quartieri storici di Strasburgo. Sui 5.2%, ha un corpo lieve ed una schiuma vaporosa che si sposa col suo colore giallo dorato ed un gusto decisamente morbido. [1] [2] [3] [4] | La Bionda dell'Officina

   | In attivita' dal 1999, l'Officina della Birra di Bresso si e' focalizzata su d'una produzione d'eccellenza con una certa attenzione per i particolari. La sua bionda e' una münchner hell cruda e non filtrata, con un aroma morbido ed un perlage minuto. Il colore e' dorato ed il corpo leggero, sui 5%; l'ideale per accompagnare un pasto ricco, con pietanze piccanti o pepate. [1] | Löwenbräu Original

    | Una leonessa bavarese - «löwe» significa «leone», per l'appunto - nel classico stile münchener delle birre a bassa fermentazione tipiche di Monaco, con origini che risalgono al 1383. Un perlage finissimo ed un gusto equilibrato, asciutto, la rendono estremamente gradevole con i suoi 5.2% ed una spuma vaporosa che ne preserva l'aroma luppolato. [1] [2] [3] | Meera

   | Benche' la grafica dell'etichetta suggerisca origini indiane, la Meera si rivela - in maniera inattesa - una lager dal corpo leggero, sui 4.8%, prodotta in Italia su licenza della Forst; fresca al palato, e' una classica bevanda da pasto che si accompagna bene con molte pietanze, specie piccanti. Chi desidera provare delle vere birre indiane, tuttavia, dovra' orientarsi su altre marche, come la Cobra e la Kingfisher. [1] [2] | Menabrea Bionda

   | Il nome per esteso sarebbe «Menabrea 150° Anniversario Bionda», ma questa signora del biellese nata nel 1846 non si formalizza troppo, alla fin fine. Colore dorato, spuma abbondante e persistente, aroma morbidamente luppolato: questi sono i primi segni distintivi di una ricetta che mescola malto d'orzo e mais, per creare un corpo ben bilanciato sui 4.8% che non sfigura accanto a pietanze saporite, come un bel trancio di pesce spada ai ferri. [1] [2] [3] | Miller Genuine Draft

   | Ecco una lager chiara, frizzante e filtrata a freddo in modo da preservarne il gusto come se fosse stata sempre appena spillata - «draft» significa «spina», difatti. Nata a Milwaukee nel 1855, la Miller ha una gradazione moderata sui 4.7%, una spuma persistente ed un corpo morbido che ne esaltano la piacevolezza sin dal primo sorso. [1] [2] [3] | Mönchshof Swarzbier

   | Cio' che colpisce immediatamente di questa birra e' il colore scuro, dai riflessi che richiamano il mogano, frutto della lunga tostatura del malto: il primo sorso, tuttavia, rivela immediatamente che non si tratta di una stout, bensi' di una deliziosa lager a bassa fermentazione, dalla spuma vaporosa e dal corpo sui 4.9%. Figlia dello storico birrificio Mönchshof, la Swarzbier ha un gusto morbido, privo di asperita', che disseta e lega bene con pietanze ricche - dallo stinco di maiale affumicato all'insalata di patate. [1] [2] | Moretti

   | Prodotta sin dal 1859 (ma il ben noto personaggio dell'etichetta originale - il Baffo - risale al 1942), e' una vecchia signora italiana da 4.6% sicuramente in grado di accompagnarsi ottimamente a pietanze d'ogni tipo, anche in occasioni informali. Il suo colore e' paglierino, con un corpo delicatamente maltato, frizzante e contraddistinto da una nota amarognola associata al luppolo. [1] [2] [3] [4] | Nastro Azzurro

   | Nata negli anni '60, la Nastro Azzurro e' una birra che ha saputo mantenersi sulla cresta dell'onda rivolgendosi con costanza ad un pubblico giovanile attraverso indovinate campagne pubblicitarie; fresca e gradevole al palato, si tratta di una «premium export lager» sui 5.1%, dal colore paglierino e dal perlage diffuso. Consigliata con una buona pizza o con un panino alla piastra. [1] [2] | Pedavena

   | Questa «tradizionale birra di montagna» originaria dell'omonima localita' di Pedavena, nel bellunese, nasce nel 1897 ad opera dei fratelli Luciani e raggiungera' una svolta negli anni '20, con l'espansione e l'acquisto del marchio Dreher di Trieste. Prodotta con le acque oligominerali delle Dolomiti, si tratta di una birra semplice e piacevole, con un corpo sui 5% ed un bel colore dorato, unito ad una spuma compatta e persistente. Non troppo amara, merita la sua eccellente reputazione. [1] [2] | Peroni

   | La storia della «birra degli italiani» per eccellenza prende le mosse nel 1846 a Vigevano, per volonta' di Giovanni Peroni; nell'arco di oltre un secolo e mezzo, quest'azienda ha avuto modo di ricavarsi una propria nicchia in un mercato dominato da veri colossi, anche grazie ad azzeccate campagne pubblicitarie - cui, per altro, si deve l'invenzione della seducente «Bionda della Peroni». Fresca e dal corpo garbato, sui 4.7%, si lascia bere piacevolmente, prestandosi ad una gran varieta' di occasioni. [1] [2] | Peroni Gran Riserva

   | Vincitrice di svariati premi internazionali, la Gran Riserva - col suo duplice formato e la sobria etichetta che ricorda i 150 anni del birrificio Peroni - e' una lager doppio malto dal colore dorato, con una gradazione sui 6.6% ed un corpo ben equilibrato. Il sapore e' piacevolmente maltato, ottenuto attraverso una buona scelta degli ingredienti - che comprendono luppolo aromatico ed orzo cherie. L'ideale per concludere una serata. [1] [2] [3] | Pietra

    | «Dalla sua nascita fino alla sua morte, tutta la vita di un corso e' cullata dal castagno». Quest'antico proverbio si pone all'origine di una ricetta insolita - ma senz'altro indovinata - per un'ottima lager ambrata in cui la farina di castagne si mescola al malto; la spuma vaporosa e compatta, il profumo caratterizzato da note piacevolmente acidule come in una weiss, ecco un prodotto esordiente - la produzione e' iniziata solamente nel 1996 - che puo' vantare sia corpo (6%) che gusto, deciso senza essere dolce. Interessante per un abbinamento a piatti di carne bianca o anche con dei biscotti fragranti. [1] [2] | Poretti

   | Una bionda di tradizione italiana dal gusto fresco, leggero e gradevole; il colore paglierino e la schiuma candida ne fanno l'icona stessa della classica bevanda estiva, da godersi nei momenti di svago - magari assieme a qualche stuzzichino appetitoso. [1] | Prinz Bräu

   | Appartenente, in origine, alla birreria Binding di Francoforte sul Meno, il marchio «Prinz Bräu» fu concesso in licenza anche in Italia allorche' Rudolf August Oetker di Bielefeld decise di aprire uno stabilimento a Carisio, nel 1962. La societa' visse alterne vicende, con la successiva apertura degli stabilimenti di Crespellano e Ferentino, il trasferimento a Firenze nel 1981 e l'acquisizione da parte di Heineken, dieci anni dopo. Si tratta di una bevanda estremamente leggera - con appena 3.5% di corpo - pensata come bibita rinfrescante destinata ad un ampio mercato; il gusto e' piacevole, ma non persistente, il colore paglierino e la spuma leggera. Da consumarsi come aperitivo. [1] [2] | Red Stripe

  | Birra giamaicana industriale, dalla caratteristica bottiglia tozza e cilindrica. Appena sbicchierata, si presenta doratissima e moderatamente frizzante, con schiuma poco persistente. All'assaggio e' una lager leggera e prettamente estiva, disimpegnata, con un sapore di malto non troppo pronunciato ed un retrogusto dolciastro, variegato da note di fiori di campo. Consigliata agli amanti delle birre beverine e non impegnative, ma non si vedono ragioni per non preferirle un'altra bevanda di maggior carattere. | Riedenburger Helles Naturtrüb

   | Una bionda tedesca - «helles» si puo' tradurre, appunto, come «chiara» - dalla spuma candida e dal seducente profumo di lievito, che farebbe pensare ad una weizen. Il corpo e' leggero - sui 4.6% - ed il gusto piacevole al palato, moderato nella luppolatura e con una nota di lievito cui si deve anche l'opalescenza - inusuale nelle lager di scuola classica. Eccellente come birra da pasto, ma anche per un dopocena in tranquillita'. [1] | San Miguel 1516

   | Il nome di questa bionda leggera, sui 4.2%, si rifa' - in modo abbastanza peculiare - all'anno in cui Guglielmo IV di Baviera decreto' i criteri di regolamentazione in fatto di produzione birraria in Germania; la curiosita' deriva, in effetti, da un'inattesa commistione di tradizioni teutoniche e mediterrane, volta a creare una bevanda leggera, piacevole e con una distinta nota maltata, dal retrogusto assai persistente. [1] [2] | San Miguel Especial

   | Dedicata a chi desidera la giusta compagna per una serata latino-americana, ecco questa chiquita a 6% e con un corpo morbido, appena venato d'un sentore di luppolo verde, che si presta a spegnere la sete e mitigare gli accenti della cucina piccante ispanica. E' una lager estremamente gradevole, servita unicamente in bottiglia. [1] | Sans Souci Export

   | Di proprieta' della Moretti - a sua volta rilevata verso la fine degli anni '90 dal colosso Heineken - la Sans Souci e' una lager dal colore chiaro e dal gusto amarognolo, piuttosto amabile. La schiuma persistente ed un corpo frizzante sui 5.6%, ne fanno la classica bevanda estiva, da accompagnarsi a pietanze d'ogni genere, senza complessita'. [1] [2] | Sguaraunda Nera Affumicata

   | Una nera di tipo bamberg con un colore cupo, fra il rosso ed il marrone scuro, caratterizzata da un piacevole profumo di malto tostato. La ricetta, a base di malto tedesco, porta ad un gusto affumicato e poco luppulato che si costruisce poco a poco in bocca; consigliata con aringhe, speck e pietanze dal sapore deciso. | Silva Strong Dark

   | Ecco una strong lager dal colore cupo, con un corpo sui 6% e riflessi profondamente ambrati; il sapore piacevole, riccamente aromatico, la rende perfetta per sposarsi con piatti di cacciagione. [1] | Slalom Strong

    | Prodotta dalla Matthew Brown - a sua volta, proprieta' della Scottish & Newcastle e distribuita dalla Alken Maes - la Slalom appartiene a buon diritto al novero delle strong lager, col suo corpo sui 9% ed un colore intenso dai riflessi dorati che lasciano intuire l'aroma riccamente luppolato; diffusa a partire dal 1960, questa insolita «fanciulla scozzese» si e' accattivata le simpatie di un buon numero di amatori, specie in virtu' della sua freschezza che rende facile l'abbinamento con una certa varieta' di pietanze, dai semplici stuzzichini alla carne rossa grigliata. | |