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''Slainte mhath! Good health!'' - Brindisi irlandese |
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Nonostante l'evoluzione dei gusti degli ultimi vent'anni, sono ancora
in tanti a considerare la birra come una bevanda «priva di pretese»,
gradevole e dissetante, ma priva d'un vero spessore: una sorta di bibita estiva senza
carattere e, soprattutto, senza storia.
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Come i membri del Circolo dei Sibariti ben sanno, tuttavia,
il mondo delle birre rivela un'interessante complessità non lontana da quella
tipica dei vini pregiati, partendo dalle varietà degli stili di produzione sino ad arrivare
alla scelta del giusto bicchiere in abbinamento alla miglior spillatura.
Lo potrà senz'altro confermare chiunque abbia assaporato l'armoniosa struttura di una vera
leccornia come la Thomas Hardy – il «cognac delle birre», secondo il
giudizio di molti – per non menzionare quanti hanno optato per la produzione artigianale
in proprio, accettando di confrontarsi con le difficoltà e le gioie dell'homebrewing.
Questa sezione del nostro sito, pertanto, si propone di offrirvi una ricca serie di spunti che possano
arricchire il panorama di chi si avvicina per la prima volta alla degustazione delle buone birre,
senza voler appesantire la trattazione con eccessivi tecnicismi, ma pur sempre con una certa qual
consapevolezza.
All'amatore più esperto, per contro, auguriamo di trovare qualche nuovo stimolo per la ricerca di
abbinamenti inconsueti quanto gradevoli in una teoria di possibilità, di marche e di stili.
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 ~ ° ~ ° ~ I magici riflessi di una fierissima strong lager Foto di A. Negrini (© 2008)
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Con il che, non ci rimane che augurarvi una piacevole consultazione, non senza rivolgere un doveroso e
grato pensiero al leggendario Gambrinus che, della birra, è il secolare patrono.
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~ ° ~ ° ~ ° ~
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~ ♦ ~ Stili birrari ~ ♦ ~
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Questo elenco contiene esattamente 219 voci, a loro volta radunate in
tipologie di stile per favorire la ricerca. Ciascuna sezione riepiloga tutte le informazioni essenziali di
una specifica categoria di birre, complete di nazionalità e notazioni organolettiche stilate con amorevole
dedizione dagli esponenti del Circolo dei Sibariti nel corso dei loro pellegrinaggi alcolici e delle frequenti degustazioni in compagnia.
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Abbazia
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Ale
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Bock
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Lager
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Pilsner
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Specialità
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Stout
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Trappiste
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Weiss
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~ ♦ ~ Lager
(80) ~ ♦ ~
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Le «lager» – termine tedesco che vuol dire «magazzino», inteso
come luogo fresco in cui il prodotto veniva lasciato maturare – è senza
dubbio la varietà di birra più comunemente diffusa in commercio; questo
termine abbraccia una vastissima tipologia di birre a bassa fermentazione,
ricche di spuma, con un colore chiaro – tra il dorato e il paglierino –
ed una gradazione moderata che le rende estremamente gradevoli oltre che
dissetanti. Vengono solitamente servite in un bicchiere a colonna o in un
calice a chiudere che ne esalta il perlage, ma anche in bicchieri più
comuni, ad una temperatura fra i 5 ed i 9 °C.
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Allgauer Helles
Stando alle cronache, l'attività della bavarese Allgauer Brauhaus prende le mosse nel lontano 1394 e prosegue sino ai giorni nostri nel rispetto di una secolare tradizione di qualità tramandata attraverso la Stiftsbraurei voluta dal Principe di Kempten nel XVIIº secolo ed il talento di Martin Leichtle, a partire dal 1823. A tutt'oggi, la Allgauer detiene una gamma estremamente ampia, di cui la sua helles è una classica perla, piacevole e con un corpo leggero – sui 4.7% – dissetante e ben luppolato. Tale fu la fama di questo marchio che, negli anni '20, le sue birre venivano servite a bordo dello Zeppelin. |
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Altenmünster Urig Würzig
Avvicinarsi a questa signora d'alta scuola bavarese richiede un pizzico d'umiltà e di garbo, specie nel momento in cui si contempla la sua imponente bottiglia da due litri, col classico tappo a bascula; sin dal primo assaggio, tuttavia, si resta sorpresi da un carattere affascinante e godibile, dal corpo brioso e dal profumo persistente. Eccellente a tutto pasto, specie con carni alla brace e pietanze saporite capaci di stuzzicare la sete, da spegnere con lunghe sorsate di questa delizia. |
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Amaranta
Ecco una rossa a bassa fermentazione, dai magnifici riflessi ambrati e dal profumo fruttato, fresco; corposa al palato, pur senza stancare, rivela un'anima complessa ed ammirevole. Da tempo, l'Orso Verde di Busto Arsizio ha saputo distinguersi per la cura e la qualità dei suoi prodotti, meritandosi svariati riconoscimenti a partire dal 2006 e gestendo intelligentemente la propria presenza nel corso degli eventi di settore. |
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Asahi
Benché la presentazione lasci pensare ad un soft-drink, questa birra dal colore dorato e dalla spuma sottile ha un gusto molto particolare – in giapponese viene usato il temine «karakuchi» – secco e leggero, pensato per legare ottimamente con le pietanze tipiche della tradizione giapponese – come il riso bollito, le verdure al vapore o anche il pesce crudo. Fondata nel 1889, l'allora «Osaka Beer Brewing Company» seppe intrecciare le proprie fortune all'articolato sviluppo economico del paese e, a tutt'oggi, rappresenta la prima azienda birraria giapponese con una forte presenza in tutto il Sol Levante. |
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Augustiner Edelstoff
Schiuma candida, minutissima e compatta, unita ad un morbido profumo di luppolo: queste sono le prime due caratteristiche che spiccano in prima battuta, quando si familiarizza con questa nobildonna tedesca – «edelstoff» si traduce, appunto, come «materia nobile». Il colore limpido ed il corpo sui 5.6% ne fanno un'ottima rappresentante dell'ampia gamma di birre proposte dalla Augustiner Bräu, fondata a Monaco nel 1328 e fra i più antichi birrifici bavaresi di cui si abbia memoria. |
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Baffo d'Oro
La terza sorella di casa Moretti è una premium lager dal colore intensamente dorato e dal profumo persistente dovuto ad un'ottima ricetta a base di malto d'orzo. Sui 4.8%, con un gusto amarognolo ed equilibrato, è l'ideale con la pizza, con una ricca grigliata di carne o anche con un trancio di pesce spada ai ferri. |
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Bavaria
La tradizione di questa birra risale al 1719, allorché la famiglia Swinkels decise di avviare la sua produzione birraria nel Brabante, a Lieshout. Colore dorato dai riflessi ambrati, una spuma vaporosa ed un gusto che, a tratti, suggerisce una sfumatura caramellata: questi sono gli aspetti peculiari di una bionda olandese dal corpo equilibrato – sui 5% – e dalla freschezza beverina che ne fanno un'ottima premium lager da poter accompagnare piacevolmente sia alle carni bianche che ad una buona pizza. |
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Bavaria 8.6
Talvolta confusa con la sua quasi omonima cugina, questa è senz'altro una strong lager dalle caratteristiche particolari; creata a partire da una ricetta mista a base di buon frumento e malto d'orzo, possiede una spuma abbondante ed un inconfondibile retrogusto caramellato che, tuttavia, non stanca il palato. Curiosamente, benché il nome derivasse – un tempo – dalla gradazione alcolica, ora ha un corpo più leggero – sui 7.9% – forse destinato ad accattivarsi una più ampia porzione di estimatori. |
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Biere du Demon
Una meritoria strong lager in grado d'offrire un «plaisir diabolique» – la francese Du Demon si presenta come una bionda dal perlage diffuso e dalla spuma finissima. Soltanto al primo sorso svela il suo corpo alcolico e decisamente maltato da 12% che la eleva nella cerchia delle birre più forti al mondo. Il giullare della Gayant sul tappo, tuttavia, ci rassicura: il severo cipiglio sull'etichetta è solo una posa e la Du Demon, ben lungi da ogni pretesa d'austerità, lega bene con le carni rosse e con altre pietanze dal sapore deciso (formaggi forti o anche frutti di mare gratinati). |
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Bjorne Bryg
Comunemente nota come «la birra dell'orso» in virtù del suo marchio tipico, si tratta di una generosa strong lager dal colore giallo carico e dalla gradazione apprezzabile (8.3%), pur senza risultare troppo impegnativa. Il profumo è intenso ed il palato ricco, con briose note di malto. Eccellente come aperitivo o anche a tutto pasto in abbinamento con fettuccine al salmone o pesce affumicato. |
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Brigand
L'insolito nome di questa birra è legato al ricordo della ribellione dei contadini fiamminghi (definiti «briganti» dai rivoluzionari) contro i sanculotti, che furono cacciati da Ingelmunster nel 1798. Il colore è dorato con una spuma vaporosa ed un vivace perlage, il sapore vibrante in virtù del corpo più che rispettabile (9%) basato su d'una ricetta che mescola malto d'orzo e malto di frumento. Nell'insieme, una scoperta stuzzicante, inquadrabile nella gamma delle strong lager, ma più complessa. |
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Budejovicky Budvar
Questa piacevolissima bionda nasce nella cittadina boema di Ceske Budejovice – «Budweis» secondo la pronuncia tedesca – presso il Budejovicky Budvar Narodní Podnik, birrificio fondato nel 1895 – il quale, a sua volta, riprende una tradizione più antica, legata all'epoca di Re Otakar II (XIIIº secolo). Per lunghi anni, questa birra fu al centro di una serrata questione legale con la Anheuser Busch – distributrice della Bud (vedi oltre) – per i diritti pubblicitari del marchio, portando a diverse varianti dell'etichetta nei diversi paesi europei e d'oltreoceano, in modo da rispettare i vincoli legali. L'aroma è tenue, il corpo leggero sui 5%, il gusto luppolato e frizzante, adatto ad accompagnare piatti differenti, compresa una bella fetta di prosciutto affumicato. |
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Budweiser
Il nome di questa birra è strettamente legato alle sorti della famiglia Busch sin dal 19º secolo, ossia da quando iniziò la sua produzione presso la Bavarian Brewery di saint Louis, nel 1876. La «Bud» rappresenta, indubbiamente, una delle più classiche birre americane, con un gusto assai morbido, un corpo sui 5% ed una freschezza caratteristica che le permettono di accompagnarsi al pollo fritto, come alla carne grigliata. Ottenuta da una ricetta che comprende riso e luppolo di varietà Saaz, subisce il cosiddetto «beechwood aging» – vale a dire, una maturazione su trucioli di faggio. In ultima analisi, è una birra estremamente popolare che, fra le altre peculiarità, è stata anche sponsor delle Olimpiadi di Torino 2006. |
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Carlsberg
Fondata sulla collina di Velby nel novembre del 1847 da Jacob Christian Jacobsen, la Carlberg – alla lettera «la collina di Carl» dedicata al figlio dell'imprenditore – è una premium lager che si è saputa costruire un'ottima e solida reputazione; nel 1904, difatti, ottenne la licenza – elargita da Cristiano IX – d'includere la corona reale danese nel proprio marchio. Col suo colore paglierino, un corpo sui 5% ed un gusto pieno – con un amabile profumo di luppolo – rappresenta indubbiamente un eccellente esempio della produzione danese in fatto di birre di qualità. |
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Castello Bionda
La birra Castello è un prodotto relativamente giovane – l'impianto di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, è stato comprato alla Moretti solo nel 1997 – ma ha saputo darsi una buona impostazione di base che promette di garantire ottimi frutti, sia per la qualità del prodotto in sé, sia per l'ampliamento della gamma – già tesa ad offrire sapori nuovi. Nell'insieme, una premium lager equilibrata, con un corpo sui 5% e una piacevole luppolatura che la rende adatta a sposarsi anche con un piatto di pesce alla grigia o con un antipasto caldo. |
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Ceres Old 9
Il colore dorato e la schiuma soffice non devono trarre in inganno: la Ceres Old 9 possiede il carattere di una strong lager e, in quanto tale, va trattata col rispetto dovuto ad una bevanda dal corpo austero – sui 9% – e dal profumo avvolgente. Sin dal primo sorso, l'aroma del malto domina su tutte le altre impressioni, pur senza tradire punte alcoliche. Una birra severa, ma estremamente godibile che non sfigura se paragonata ad alcune sue cugine scozzesi come la Slalom. |
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Ceres Red Erik
Dedicata al condottiero vichingo Erik il Rosso – cui viene attribuita la scoperta della Groenlandia nel 982 d.C. – questa birra si presenta come una strong lager dal colore intensamente ramato e dal gradevole profumo di cereali; al palato mescola note lievemente acidule ad un retrogusto garbatamente maltato, pur privo di asperità. La spuma è vaporosa, il corpo equilibrato: in sintesi, un'eccellente scelta per un dopocena. |
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Ceres Strong Ale Export
Il nome trae ispirazione da «Cerere», dea romana delle messi, ma la sua tradizione risale al 1856, nella cittadina di Arhus. Questa seria signorina danese appartiene a buon diritto alla categoria delle «strong lager» in virtù del fatto che, nonostante un corpo di tutto rispetto – sui 7.7% – la produzione avviene comunque a bassa fermentazione. Il colore è dorato con fine perlage, la schiuma poco persistente; piacevole sin dal primo sorso, sorprende con un retrogusto di frutta secca e di mela, in particolare. Un'ottima birra per chiudere la serata, si può sposare anche con crostate e dolci da forno. |
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Charles Wells Lager
La Charles Wells Family Brewery fa risalire le proprie origini al lontano 1876, in quel di Bedford; oggi, più di un secolo e mezzo dopo, il birrificio è ancora nelle mani della medesima famiglia, ma l'azienda ha raggiunto le dimensioni d'un solido gruppo economico. Questa strong lager possiede tutti gli elementi di una birra di scuola inglese, con una punta alcolica ed un retrogusto maltato, piuttosto gradevole al palato. Ideale per un aperitivo o per un dopocena in compagnia. |
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Cisk
Il termine «cisk» deriva dalla corruzione del vocabolo «cheques», ossia «assegno» – un'innovazione introdotta sull'isola di Malta sin dal 1840, ad opera del banchiere Giuseppe Scicluna, detto «Ic-Cisk». Fu soltanto nel 1928, tuttavia, che la banca fondata da Scicluna si trovò a rilevare l'attività di uno dei suoi creditori e ad investire i propri capitali nella Malta Export Brewery – a sua volta unitasi alla Simonds Farsons nel 1948. Al netto di questi complessi intrecci storici, la Cisk rimane una lager leggera e dissetante, sui 4.2%, con un colore paglierino ed una freschezza che ben s'accompagna a piatti saporiti e contorni speziati. |
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Cobra
Originariamente prodotta a partire dal 1989 a Bangalore – grazie all'intraprendenza di Karan Bilimoria – la Cobra è ora diffusa anche nel Regno Unito. Si tratta di una lager sui 5% con una ricetta che unisce mais e riso al malto, creando un gusto estremamente morbido che s'accompagnia in modo eccellente alle pietanze speziate tipiche della cucina indiana. Una scoperta decisamente inattesa, ma di certo apprezzabile. |
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Corona Extra
Birra messicana per antonomasia, prodotta dalla Cerveceria Modelo dalla fine degli anni '20 – e attualmente distribuita su licenza in Belgio – si distingue innanzitutto per il fatto di essere servita senza bicchiere, soltanto con una fettina di lime o limone infilata nella bocca della bottiglia. Il corpo leggero, la gradazione sui 4.6% ed il gusto morbidissimo la qualificano come una pale lager adatta ad un aperitivo o ad un dopocena poco impegnativo. |
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Desperados
Nonostante il nome e la bella bottiglia smaltata evochino un'atmosfera da «vecchio west», questa insolita lager aromatizzata è un prodotto interamente francese. Servita solitamente con uno spicchio di lime, si tratta di una bionda limpida sui 5.9%, con un profumo persistente ed un gusto dissetante in cui la punta alcolica della tequila si mescola all'aroma del malto, legando perfettamente con pietanze piccanti e saporite. |
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Dreher
La storia di questa birra è, ovviamente, collegata da vicino alle origini della famiglia Dreher – proprietaria dell'omonimo birrificio di Klein Schewechat, vicino Vienna, a partire dal 1796. Al centro di complesse vicende commerciali per oltre due secoli, con frequenti passaggi di proprietà – al momento, il marchio viene gestito da Heineken e la produzione italiana è localizzata a Milano – la Dreher si propone come una birra «classica» che riassume le qualità di leggerezza e freschezza sovente associate all'idea di birra, con una schiuma densa ed un corpo sui 4.6%. |
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Eggenberg Silver Bottle
Disegnato dal Mastro birraio Thomas Lugmayr, il sobrio ed elegante contenitore della Silver Bottle preannuncia una birra pensata per rivolgersi ad un pubblico giovane, con un occhio di riguardo per l'estetica. Anche la sostanza, tuttavia, viene salvaguardata, in questa bionda dal gusto asprigno e dissetante, con un carattere ben bilanciato che ne fa un eccellente aperitivo. |
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Faxe
Prodotta sin dal 1901 nella cittadina di Fakse – a sud di Copenaghen – questa birra, in passato, si fregiava del motto «fornitorice del popolo danese» quasi a ribadire la propria popolarità; distribuita in grande formato, ossia nelle appaganti «lattone» da litro, è senz'altro una bevanda gradevolissima, con un bel colore dorato ed una schiuma vellutata in grado d'accarezzare il palato in un felice esordio. Il corpo sui 5% le permette di non sfigurare in abbinamento con pietanze ricche come un buon piatto di agnello con le patate. |
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Feldschlösschen Original
Prodotta dalla Feldschlösschen Bibite SA – a sua volta facente capo alla Carlsberg – ecco una bionda chiara e rinfrescante, distribuita sia in bottiglia che alla spina. Il corpo leggero sui 4.8% ed un'equilibrata nota luppolata le permettono d'accompagnarsi in modo gradevole ad una gran varietà di piatti e di stuzzichini, senza sfigurare persino in abbinamento con una ricca crostata di frutta. |
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Fischer Tradition
Nonostante la sua età – la Brasserie Fischer fa risalire le proprie origini al 1821 – questa signora alsaziana sa abbracciarti morbidamente sin dal primo sorso. La schiuma è vaporosa con merletti persistenti, l'aroma fruttato con una morbida traccia di luppolo ed un colore dorato. I suoi 6% le permettono di affiancarsi a pietanze gustose di tutto rispetto, come un arrosto d'arista di maiale o anche un antipasto piccante. |
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Flensburger Gold
Originaria della città di Flensburg, sull'estremo confine settentrionale tedesco – ad un passo dalla Danimarca e sulle coste del Baltico – questa birra si distingue per diversi aspetti, non ultima l'eccezionale freschezza dovuta all'acqua proveniente dalle sorgenti scandinave; la tipica bottiglia col tappo a bascula – che si stappa con un «plop» caratteristico – richiama una tradizione birraria iniziata nel 1888 e proseguita sino ad oggi con discreto successo. Il colore è dorato, il corpo sui 4.8%, con spuma vellutata ed un gusto eccellente. |
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Fohrenburger
Fu nel lontano 1881 che Ferdinand Gassner, ormai stanco della qualità incerta della birra destinata al suo ristorante, si risolse ad avviare una produzione in proprio che gli garantisse un prodotto d'eccellenza; a tutt'oggi, la Brauerei Fohrenburger rimane una tra le aziende di spicco per quel che riguarda la produzione birraria austriaca, all'insegna dell'unicorno rampante. Piacevole al palato e ben luppolata, questa birra si presenta come una lager di scuola classica, ideale con piatti semplici o con una buona pizza. |
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Forst Premium
Il motto «birra allo stato puro» ben s'adatta ad una marca storica italiana com'è, per l'appunto, la Forst. Fondata nella conca del meranese intorno al 1857 – e, in seguito, venduta a Josef Fuchs nel 1863 – il birrificio di Merano ha saputo tener alta la propria tradizione, pur ampliando la propria gamma. La varietà Premium – conosciuta sin dal XIXº secolo come «Forster Bayrisch» – è una lager bionda e luppolata, gradevolmente amarognola e dal corpo bilanciato, assai piacevole e rinfrescante al palato. |
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Foster's
Fu nel 1887 che i fratelli Foster – newyorkesi d'origine e birrai di professione – emigrarono in Australia, portando con sé i principi di produzione delle birre a bassa fermentazione. Gli anni sono passati e, oramai, la loro bionda figliola è un'australiana a tutti gli effetti, effervescente e con un profumo fine, ma persistente che s'accompagna ai suoi 5%. La spuma abbondante ed il gusto rotondo, dissetante le permettono d'accompagnarsi anche a piatti poco «nobili» – e certo gustosi – come salamelle e costolette di maiale alla griglia. |
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Gordon Finest Gold
Si tratta d'un prodotto relativamente giovane, lanciato sul mercato nel 1992 dalla Gordon – marchio a sua volta gestito dalla John Martin. Si tratta di una strong lager di buon corpo e gradazione – sui 10% – dal colore dorato; il perlage è minuto, la schiuma morbida ed il profumo avvolgente. La piacevolissima struttura, che rammenta a tratti quella d'un whisky giovane, la rende ideale per il dopocena, magari per accompagnare un dolce particolarmente ricco. |
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Hofbräu Oktoberfestbier
La primissima Oktoberfest fu celebrata a Monaco nel 1810 in occasione del matrimonio fra il principe Ludwig I di Baviera e la principessa Teresa di Sachsen-Hildburghausen; da allora, la tradizione ha dato seguito ad una manifestazione popolare – «d' Wiesn» in bavarese – fra le più grandi al mondo, con grande profusione di birre di qualità prodotte per l'occasione dai sei birrifici storici di Monaco – Paulaner, Spaten, HB, Hacker-Pschorr, Augustiner e Löwenbräu. Nei 42 ettari del Theresienwiese – il «campo di Teresa» – si radunano circa 6 milioni di visitatori, dediti alle celebrazioni ed al buon bere: non a caso, questa lager speciale, dal bel colore dorato e dalla spuma compatta, si presta magnificamente all'occasione. Sui 6.3% con una lieve punta alcolica, s'accompagna eccellentemente alle ricche pietanze della cucina bavarese. |
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Hofbräu Original
Fondata da Guglielmo V in quel di Monaco, la Staatliches Hofbräuhaus è strettamente legata alla storia della Baviera e questa münchener lager ne è sicuramente una degna figliola. Bionda e dal corpo garbato, è una birra rinfrescante e piacevole coi suoi 5.1% ed un perlage diffuso che incanta lo sguardo. S'accompagna eccellentemente all'arrosto di maiale e ad altri piatti corposi. |
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Holsten Premium
Originaria di Amburgo, questa bionda figlia della «Libera Città» della lega anseatica si distingue per la morbidezza al palato, ideale per un aperitivo o come bevanda da tutto pasto con pietanze di carne bianca. Il suo nome si ispira al duca di Schelswig-Holstein, la regione a lungo combattuta fra tedeschi e danesi che, già nel Medioevo, si vide riconosciuto il diritto a produrre birra – un diritto divenuto tradizione, nei secoli successivi. |
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Ichnusa
Una bionda di tradizione italiana, inquadrata in un più ampio contesto internazionale come quello del Gruppo Heineken; il colore è paglierino, il gusto ben bilanciato – tale da meritare diversi riconoscimenti, negli ultimi anni – con una spuma vellutata: questo è il sicuro biglietto da visita di un prodotto di qualità, ottimo a tutto pasto, specie con piatti saporiti. |
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Kaiserdom
Una bionda beverina figlia della tradizione bavarese ed originaria della città di Bamberga; il gusto è asciutto, con una marcata nota di luppolo, mentre la spuma è vaporosa ed abbondante. Adatta a tutto pasto, anche per accompagnare anche sapori lievi e delicati. |
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King Fisher
Il colorato martin pescatore – «kingfisher» in inglese, per l'appunto – fa bella mostra di sé sull'etichetta di questa birra sui 4.8%, con un gusto morbido ed un colore paglierino che si unisce in modo eccellente ai sapori decisi della cucina indiana. Nata nel 1857, è senz'altro una fra le birre indiane più diffuse al mondo. |
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Kirin Ichiban
Questa birra prende il nome da una creatura fantastica – il «kirin», appunto – protagonista d'una leggenda popolare orientale e viene prodotta sin dal 1990 presso il più antico birrificio giapponese, fondato a Yokohama più d'un secolo fa, nel 1869. Si tratta di una premium lager sui 5%, dal gusto morbido e dal corpo decisamente leggero, pensata per accompagnarsi egregiamente col sushi, col sashimi e per temperare l'estrema irruenza dello wasabi. |
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Kronenbourg 1664
Benché le sue origini risalgano alla fondazione della Brasserie Kronenbourg da parte di Jerome Hatt nel 1664, questa bionda signora prodotta con ottimo luppolo alsaziano non risulta per nulla altezzosa e s'accompagna gradevolmente alle pietanze più varie, compresa una buona pizza. Il nome deriva da una variante di «Cronenbourg», uno dei quartieri storici di Strasburgo. Sui 5.2%, ha un corpo lieve ed una schiuma vaporosa che si sposa col suo colore giallo dorato ed un gusto decisamente morbido. |
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Löwenbräu Original
Una leonessa bavarese – «löwe» significa «leone», per l'appunto – nel classico stile münchener delle birre a bassa fermentazione tipiche di Monaco, con origini che risalgono al 1383. Un perlage finissimo ed un gusto equilibrato, asciutto, la rendono estremamente gradevole con i suoi 5.2% ed una spuma vaporosa che ne preserva l'aroma luppolato. |
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La 5
Una bionda al naturale, non filtrata né pastorizzata, che nasce nella Val d'Orcia – una zona solitamente nota per la qualità dei suoi vini – è la sorpresa che l'Olmaia offre a chi assaggia la sua «5», scoprendone il gusto luppolato e secco, adatto ad un consumo a tutto pasto. Il colore è biondo, la spuma fine; una lager di degna struttura, ideale con carni bianche e, soprattutto, con l'ottima carne chianina del luogo. |
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La Bionda dell'Officina
In attività dal 1999, l'Officina della Birra di Bresso si è focalizzata su d'una produzione d'eccellenza con una certa attenzione per i particolari. La sua bionda è una münchner hell cruda e non filtrata, con un aroma morbido ed un perlage minuto. Il colore è dorato ed il corpo leggero, sui 5%; l'ideale per accompagnare un pasto ricco, con pietanze piccanti o pepate. |
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La Rossa dell'Officina
Figlia dell'attenta e selezionata produzione biologica dell'Officina della Birra di Bresso, si tratta di una rossa dai toni ramati e dal profumo garbato – con un corpo sui 6%, ma priva d'asperità alcoliche. La bella bottiglia col tappo in ceramica è il primo biglietto da visita per un prodotto artigianale che lega bene con dolci da forno e crostate di frutta secca, chiudendo egregiamente una ricca cena. |
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Mönchshof Swarzbier
Ciò che colpisce immediatamente di questa birra è il colore scuro, dai riflessi che richiamano il mogano, frutto della lunga tostatura del malto: il primo sorso, tuttavia, rivela immediatamente che non si tratta di una stout, bensì di una deliziosa lager a bassa fermentazione, dalla spuma vaporosa e dal corpo sui 4.9%. Figlia dello storico birrificio Mönchshof, la Swarzbier ha un gusto morbido, privo di asperità, che disseta e lega bene con pietanze ricche – dallo stinco di maiale affumicato all'insalata di patate. |
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Meera
Benché la grafica dell'etichetta suggerisca origini indiane, la Meera si rivela – in maniera inattesa – una lager dal corpo leggero, sui 4.8%, prodotta in Italia su licenza della Forst; fresca al palato, è una classica bevanda da pasto che si accompagna bene con molte pietanze, specie piccanti. Chi desidera provare delle vere birre indiane, tuttavia, dovrà orientarsi su ben altre marche, come la Cobra e la Kingfisher. |
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Menabrea Bionda
Il nome per esteso sarebbe «Menabrea 150º Anniversario Bionda», ma questa signora del biellese nata nel 1846 non si formalizza troppo, alla fin fine. Colore dorato, spuma abbondante e persistente, aroma morbidamente luppolato: questi sono i primi segni distintivi di una ricetta che mescola malto d'orzo e mais, per creare un corpo ben bilanciato sui 4.8% che non sfigura accanto a pietanze saporite, come un bel trancio di pesce spada ai ferri. |
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Miller Genuine Draft
Ecco una lager chiara, frizzante e filtrata a freddo in modo da preservarne il gusto come se fosse stata sempre appena spillata – «draft» significa «spina», difatti. Nata a Milwaukee nel 1855, la Miller ha una gradazione moderata sui 4.7%, una spuma persistente ed un corpo morbido che ne esaltano la piacevolezza sin dal primo sorso. |
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Moretti
Prodotta sin dal 1859 (ma il ben noto personaggio dell'etichetta originale – il Baffo – risale al 1942), è una vecchia signora italiana da 4.6% sicuramente in grado di accompagnarsi ottimamente a pietanze d'ogni tipo, anche in occasioni informali. Il suo colore è paglierino, con un corpo delicatamente maltato, frizzante e contraddistinto da una nota amarognola associata al luppolo. |
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Moretti La Rossa
Limpida, distintamente – seppur non eccessivamente – maltata all'assaggio nonostante la fase di torrefazione, questa «rossa» da 7.2% si accompagna eccellentemente ad un buon filetto o ad altre pietanze gustose (fra i dolci, vi consigliamo il tortino di cioccolato, peperoncino e cannella). La spuma è cremosa, il corpo assai rotondo con un aroma persistente. |
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Nastro Azzurro
Nata negli anni '60, la Nastro Azzurro è una birra che ha saputo mantenersi sulla cresta dell'onda rivolgendosi con costanza ad un pubblico giovanile attraverso indovinate campagne pubblicitarie; fresca e gradevole al palato, si tratta di una «premium export lager» sui 5.1%, dal colore paglierino e dal perlage diffuso. Consigliata con una buona pizza o con un panino alla piastra. |
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Pedavena
Questa «tradizionale birra di montagna» originaria dell'omonima località di Pedavena, nel bellunese, nasce nel 1897 ad opera dei fratelli Luciani e raggiungerà una svolta negli anni '20, con l'espansione e l'acquisto del marchio Dreher di Trieste. Prodotta con le acque oligominerali delle Dolomiti, si tratta di una birra semplice e piacevole, con un corpo sui 5% ed un bel colore dorato, unito ad una spuma compatta e persistente. Non troppo amara, merita la sua eccellente reputazione. |
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Peroni
La storia della «birra degli italiani» per eccellenza prende le mosse nel 1846 a Vigevano, per volontà di Giovanni Peroni; nell'arco di oltre un secolo e mezzo, quest'azienda ha avuto modo di ricavarsi una propria nicchia in un mercato dominato da veri colossi, anche grazie ad azzeccate campagne pubblicitarie – cui, per altro, si deve l'invenzione della seducente «Bionda della Peroni». Fresca e dal corpo garbato, sui 4.7%, si lascia bere piacevolmente, prestandosi ad una gran varietà di occasioni. |
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Peroni Gran Riserva
Vincitrice di svariati premi internazionali, la Gran Riserva – col suo duplice formato e la sobria etichetta che ricorda i 150 anni del birrificio Peroni – è una lager doppio malto dal colore dorato, con una gradazione sui 6.6% ed un corpo ben equilibrato. Il sapore è piacevolmente maltato, ottenuto attraverso una buona scelta degli ingredienti – che comprendono luppolo aromatico ed orzo cherie. L'ideale per concludere una serata. |
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Pietra
«Dalla sua nascita fino alla sua morte, tutta la vita di un corso è cullata dal castagno». Quest'antico proverbio si pone all'origine di una ricetta insolita – ma senz'altro indovinata – per un'ottima lager ambrata in cui la farina di castagne si mescola al malto; la spuma vaporosa e compatta, il profumo caratterizzato da note piacevolmente acidule come in una weiss, ecco un prodotto esordiente – la produzione è iniziata solamente nel 1996 – che può vantare sia corpo (6%) che gusto, deciso senza essere dolce. Interessante per un abbinamento a piatti di carne bianca o anche con dei biscotti fragranti. |
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Poretti
Una bionda di tradizione italiana dal gusto fresco, leggero e gradevole; il colore paglierino e la schiuma candida ne fanno l'icona stessa della classica bevanda estiva, da godersi nei momenti di svago, magari assieme a qualche stuzzichino appetitoso. |
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Prinz Bräu
Appartenente, in origine, alla birreria Binding di Francoforte sul Meno, il marchio «Prinz Bräu» fu concesso in licenza anche in Italia allorché Rudolf August Oetker di Bielefeld decise di aprire uno stabilimento a Carisio, nel 1962. La società visse alterne vicende, con la successiva apertura degli stabilimenti di Crespellano e Ferentino, il trasferimento a Firenze nel 1981 e l'acquisizione da parte di Heineken, dieci anni dopo. Si tratta di una bevanda estremamente leggera – con appena 3.5% di corpo – pensata come bibita rinfrescante destinata ad un ampio mercato; il gusto è piacevole, ma non persistente, il colore paglierino e la spuma leggera. Da consumarsi come aperitivo. |
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PVK
Una fresca leccornia prodotta a partire dalla fine del 2008, nell'intento di creare una birra strettamente associata alla tradizione della Val d'Orcia. La ricetta prevede un'ampia miscela di cereali non maltati – grano tenero, grano duro, orzo ed avena – con l'aggiunta (a fine bollitura) di pepe rosa, coriandolo e scorza d'arancia amara. Ne deriva un insieme profumato e dissetante, ideale da accostare a carni bianche e pesce di lago. |
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Quilmes
La «Cerveceria y Malteria Quilmes» fa risalire le proprie origini al 1888, quando venne fondata a Buenos Aires dal tedesco Otto Bemberg; col tempo, ha saputo ritagliarsi un ruolo di spicco nella produzione birraria nazionale e in tutta l'America latina. La Quilmes è una lager assai beverina, con un marcato profumo di malto ed una schiuma sottile, ideale per le giornate afose e per accompagnare ricche portate di carne alla griglia. |
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Red Stripe
Birra giamaicana industriale, dalla caratteristica bottiglia tozza e cilindrica. Appena sbicchierata, si presenta doratissima e moderatamente frizzante, con schiuma poco persistente. All'assaggio è una lager leggera e prettamente estiva, disimpegnata, con un sapore di malto non troppo pronunciato ed un retrogusto dolciastro, variegato da note di fiori di campo. Consigliata agli amanti delle birre beverine e non impegnative, ma non si vedono ragioni per non preferirle un'altra bevanda di maggior carattere. |
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Riedenburger Helles Naturtrüb
Una bionda tedesca – «helles» si può tradurre, appunto, come «chiara» – dalla spuma candida e dal seducente profumo di lievito, che farebbe pensare ad una weizen. Il corpo è leggero – sui 4.6% – ed il gusto piacevole al palato, moderato nella luppolatura e con una nota di lievito cui si deve anche l'opalescenza – inusuale nelle lager di scuola classica. Eccellente come birra da pasto, ma anche per un dopocena in tranquillità. |
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San Miguel 1516
Il nome di questa bionda leggera, sui 4.2%, si rifà – in modo abbastanza peculiare – all'anno in cui Guglielmo IV di Baviera decretò i criteri di regolamentazione in fatto di produzione birraria in Germania; la curiosità deriva, in effetti, da un'inattesa commistione di tradizioni teutoniche e mediterrane, volta a creare una bevanda leggera, piacevole e con una distinta nota maltata, dal retrogusto assai persistente. |
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San Miguel Especial
Dedicata a chi desidera la giusta compagna per una serata latino-americana, ecco questa chiquita a 6% e con un corpo morbido, appena venato d'un sentore di luppolo verde, che si presta a spegnere la sete e mitigare gli accenti della cucina piccante ispanica. È una lager estremamente gradevole, servita unicamente in bottiglia. |
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Sans Souci Export
Di proprietà della Moretti – a sua volta rilevata verso la fine degli anni '90 dal colosso Heineken – la Sans Souci è una lager dal colore chiaro e dal gusto amarognolo, piuttosto amabile. La schiuma persistente ed un corpo frizzante sui 5.6%, ne fanno la classica bevanda estiva, da accompagnarsi a pietanze d'ogni genere, senza complessità. |
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Sguaraunda Nera Affumicata
Una nera di tipo bamberg con un colore cupo, fra il rosso ed il marrone scuro, caratterizzata da un piacevole profumo di malto tostato. La ricetta, a base di malto tedesco, porta ad un gusto affumicato e poco luppulato che si costruisce poco a poco in bocca; consigliata con aringhe, speck e pietanze dal sapore deciso. |
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Silva Strong Dark
Ecco una strong lager dal colore cupo, con un corpo sui 6% e riflessi profondamente ambrati; il sapore piacevole, riccamente aromatico, la rende perfetta per sposarsi con piatti di cacciagione. |
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Slalom Strong
Prodotta dalla Matthew Brown – a sua volta, proprietà della Scottish & Newcastle e distribuita dalla Alken Maes – la Slalom appartiene a buon diritto al novero delle strong lager, col suo corpo sui 9% ed un colore intenso dai riflessi dorati che lasciano intuire l'aroma riccamente luppolato; diffusa a partire dal 1960, questa insolita «fanciulla scozzese» si è accattivata le simpatie di un buon numero di amatori, specie in virtù della sua freschezza che rende facile l'abbinamento con una certa varietà di pietanze, dai semplici stuzzichini alla carne rossa grigliata. |
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Sol
La bella bottiglia smaltata a collo lungo può ricordare altre bionde messicane più giovani, ma la nostra Sol può vantare una tradizione che risale al 1894, allorché alcuni imprenditori tedeschi fondarono a Monterrey la Cervezeria Moctezuma – presso «El Salto de Agua». Pensata come bevanda di largo consumo e chiamata «El Sol», soltanto nel 1924 acquisì il nome che porta tutt'ora; si tratta di una bevanda fresca e luppolata, con un bel colore dorato. Piacevole come aperitivo, ma anche per una cena in compagnia. |
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Spaten Munchen
Acquistata nel 1807 da Gabriel Sedlmayr, la piccola Spaten – alla lettera «vanga» – seppe guadagnarsi un posto di tutto rispetto fra le birrerie di Monaco, per poi ampliarsi ulteriormente sotto la guida del giovane Gabriel II – il quale introdusse per primo la refrigerazione del mosto con la «macchina del freddo» brevettata da Linde. Dal colore dorato chiaro, la Spaten ha un tenue aroma luppolato ed un gusto amarognolo, vagamente erbaceo d'una certa persistenza. Decisamente beverina, è l'ideale anche con pietanze saporite ed inusuali, come un bel piatto di supplì di riso. |
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Splugen
Ecco una birra italiana di gran successo, prodotta sin dal 1877 presso lo stabilimento di Induno Olona grazie all'impegno di Angelo Poretti e del suo socio Nicotra. Questa pale lager si rivela una bevanda leggera – sui 4.5% – e gradevolmente luppolata, dal bel colore paglierino. Attualmente – fin dal 1975, in realtà – è un marchio gestito da Carlsberg e distribuito su scala nazionale in diversi formati, comprese le tipiche bottiglie «da campeggio» con tappo a corona svitabile – comode per chi non abbia un cavatappi a portata di mano. |
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Stella Artois
Una premium lager belga da 5%, con un gusto morbidamente luppolato ed un bel colore paglierino. Stando alla tradizione, le sue origini risalgono alla cittadina di Leuven – o Lovanio – dove il mastro birraio Sebastien Artois, nel 1717, rilevò la più antica birreria Den Hoorn – risalente al 1366 – dandole il proprio nome. Fu solo nel 1853, tuttavia, che avvenne la fusione con un'altra brasserie storica, ossia la Piedbeauf di Jupille. Servita fredda, risulta eccellente sia con la pizza che coi frutti di mare gratinati, ma si presta ottimamente alle ricette con carne arrosto, cui dona una piacevole nota aromatica. |
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Tennent's Super
Definita più propriamente una «strong lager», la scozzese Tennent's Super possiede una storia che risale al 1885 – quando il metodo lager fu importato in quel di Glasgow originando questa contegnosa signora coi suoi 9% ed un gusto maltato, cui fa seguito la nota amara del luppolo in crescendo ammirevole. Lega molto bene con pietanze dal profilo deciso e sapori che s'intreccino al suo aroma penetrante. Sino a qualche anno fa, le casse di Tennent's erano decorate con le «lager luvlies», ossia ammiccanti donnine discinte. |
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Tsingtao
Prodotta nel lontano Shangdong – territorio affacciato sul Mar Giallo – la birra Tsingtao rappresenta una fra le marche più caratteristiche sul mercato orientale, diffusa all'estero a partire dal 1972. Pronunciata «Quingdao», la sua storia risale al 1903 e alla presenza di truppe tedesche in Cina successivamente alla Rivolta dei Boxer dei primi del XXº secolo; si tratta, quindi, di una lager di tradizione europea, con un corpo sui 4.8% ed un gusto amarognolo piuttosto dissetante, prodotta con le acque provenienti dai monti di Laoshen, oltre che col malto e l'orzo di coltivazione locale. |
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Ursus Premium
Prodotta sin dal 1878, la bionda della Ursus – detta anche «Regele berii in Romania» ossia «la regina delle birre in Romania» – si rivela una bevanda leggera, dal sapore estremamente tenue, con un accenno di retrogusto amarognolo; servita gelata, s'accompagna di preferenza a piatti piccanti. |
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Vikingen Export
Prodotta in Italia sotto la supervisione della Zornsöhne di Epingen, si basa su d'una ricetta di malto e luppolo di Hallertau per ottenere un gusto ricco, ma equilibrato. È una lager export sui 5.4%, d'un colore piacevolmente dorato e dalla spuma fine che si sposa bene con una pizza o con pietanze saporite. |
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Viktor
Una classica birra da pasto di scuola bavarese, ma di probabile produzione ceca per conto della Brauerei Nemo Namenlos; corpo sui 4.7%, spuma poco persistente ed un gusto reso appena particolare da un vago sentore di caramello. Nell'insieme, una pale lager senza pretese da accompagnare ad una cena leggera. |
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Viru
La sua bottiglia ci sorprende con una forma insolita, ma accattivante che – per certi versi – rammenta la Belle Epoque e il design Art Decò. E classica è anche la ricetta di questa lager dai toni bilanciati, di grande gradevolezza e corpo leggero; dissetante e palatabile, ideale a tutto pasto. |
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Von Wunster
Nata in origine come «Birra Seriate» ad opera di Heinrich Von Wunster – che nel 1879 pensò bene di adattare a birrificio i locali d'un vecchio setificio ereditato dal padre – questa pale lager dal gusto amarognolo e dall'aroma tenue ha più d'un secolo e mezzo, durante il quale il marchio è passato di mano in mano sino ad arrivare in possesso della Heineken. Il profumo è fresco, il corpo leggero e frizzante – sui 4.5% – molto adatto ad accompagnare un pasto completo. |
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Wührer
Fu nel 1829 che Pietro Wührer fondò l'omonima fabbrica in quel di Brescia, destinata a produrre una birra che rispondesse ad un'esigenza di mercato nata con l'arrivo degli occupanti austriaci. Anni dopo, l'occupazione ebbe termine, ma quest'ottima birra chiara, dal colore paglierino e dal corpo leggero, rimase. Sui 4.7 gradi, ha una schiuma lieve ed un aroma che si sposa con una gran varietà di piatti. |
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